Versalis ha comunicato alle rappresentanze sindacali di Filctem, Femca e Uiltec l’intenzione di avviare una procedura di licenziamento collettivo per il sito di Ferrara, interessando 30 dipendenti.
Il messaggio, come riportato da Filctem, è stato inviato il 5 maggio alle sezioni di Ferrara e nella comunicazione, “l’azienda cerca di giustificare gli esuberi facendo riferimento a un generico ‘clima di forte incertezza’“. “Versalis – aggiungono – menziona anche la continuità con le strategie di Eni e con l’evoluzione della chimica europea, oltre a quanto già avviato negli anni passati tramite il piano di trasformazione della chimica Eni-Versalis”.
Filctem ricorda che nel “protocollo firmato nel marzo 2025 presso il Mimit — protocollo che la Regione Emilia-Romagna non ha sottoscritto — Eni aveva invece assicurato il mantenimento delle attività e dei relativi livelli occupazionali e delle operazioni nei siti di Ferrara, Ravenna e Mantova non coinvolti dalla chiusura dei cracking di Priolo e Brindisi”. Sottolineano quindi la “contraddizione” rispetto alla “decisione unilaterale di avviare una procedura di mobilità” considerando “quanto firmato nel verbale del 26 febbraio 2025 e nel protocollo ministeriale del 10 marzo”.
“Oggi – aggiungono – ci troviamo di fronte a uno scenario internazionale ancor più complesso rispetto al 2024, anno che già presentava elementi di forte criticità. In questo contesto sarebbe necessario mantenere le produzioni locali a sostegno di filiere produttive corte a valle della chimica di base”.
Descrivono una situazione in cui “le difficoltà e le incertezze che stanno affrontando anche altre realtà della chimica italiana — come Yara e Basell, rimanendo nel territorio ferrarese — derivano dall’assenza di un quadro industriale certo”. “Un quadro – proseguono – che Eni si era limitata a garantire a parole durante la fase di chiusura dei cracking, ma che oggi mostra clamorosamente tutti i suoi limiti, a Ferrara come nel resto del Paese”.
E questo “a poco più di un anno dalla sottoscrizione di quelle intese e dopo le ripetute dichiarazioni pubbliche a mezzo stampa dell’ad di Versalis, Adriano Alfani, che aveva sottolineato l’importanza strategica per la chimica di specialità del sito ferrarese, assicurando l’assenza di ricadute occupazionali e produttive in continuità con il piano industriale 2023-2026 legato al progetto dei cavi, oggi ci troviamo invece di fronte all’annuncio di 30 esuberi, pari a circa il 10% della forza lavoro del sito“.
Per Filctem appare chiaro che “Eni sta smantellando gradualmente la chimica in Italia”, pur essendo “una società dello Stato, non ha alcuna intenzione di esercitare il suo ruolo di responsabilità sociale che dovrebbe assumere nei confronti del Paese”.
“Manca – ribadiscono – una strategia industriale concreta che volge lo sguardo alla vera transizione fatta di processi verdi per una chimica sostenibile. Non c’è la volontà di proteggere e valorizzare il Know how delle persone, così come manca il ricambio generazionale in grado di garantire la continuità di quei saperi che appartengono al settore petrolchimico”.
E ancora: “Tutto ciò si traduce in perdita di posti di lavoro specializzati impoverendo il Polo Industriale e il territorio. Servirebbe, anche se tardiva, un’iniziativa del Governo a sostegno dell’Industria nel nostro Paese, evitando atteggiamenti accondiscendenti verso le multinazionali che chiudono qui per poi produrre all’estero e reimportare i prodotti sul mercato nazionale”.
“Chiediamo pertanto – concludono – come sindacato di creare un percorso istituzionale con la Regione; c’è la necessità di avviare una discussione che ponga al centro il lavoro e le competenze delle maestranze locali“.
*articolo aggiornato alle 13.55 del 12 maggio