Balboni: “Il confronto su Portomaggiore rivela l’ipocrisia della sinistra”

Il confronto generato dall’ultima situazione di Portomaggiore evidenzierebbe, secondo il senatore e sottosegretario alla Giustizia Alberto Balboni, “tutta l’ipocrisia di certa sinistra”.

“Al di là della sequenza degli eventi – scrive Balboni -, che sarà verificata – spero al più presto – dall’Autorità Giudiziaria, rimane il fatto innegabile che una donna che stava camminando per la strada pubblica è stata ricoverata in ospedale con una grave ferita alla tempia causata da un oggetto contundente”. Quest’ultima affermazione, riguardante la causa della ferita, è ancora oggetto di indagine da parte degli inquirenti.

“Non mi interessa – continua il sottosegretario – in questa sede esaminare la responsabilità penale del presunto autore del gesto, ma desidero invece capire perché dalla sinistra non sia stata formulata in modo chiaro una netta condanna della violenza subita dalla donna, ma si sia preferito soffermarsi su eventuali colpe della vittima, su possibili provocazioni da parte sua, su versioni contrastanti delle parti coinvolte, come se presunti e da dimostrare errori verbali della vittima potessero in qualche modo giustificare la violenza fisica subita dalla donna. Come se, insomma, la vittima avesse in qualche modo cercato ciò che le è accaduto”.

Significativo per Balboni sarebbe “il silenzio assordante delle femministe”. “In qualità di primo firmatario della legge che ha istituito la Commissione bicamerale per il contrasto alla violenza sulle donne – spiega -, sono profondamente deluso da questa ennesima dimostrazione di doppio standard. Immaginiamo solo cosa sarebbe accaduto se a colpire una donna islamica fosse stato un italiano. Si sarebbe scatenato un vero e proprio putiferio, altro che una pacifica passeggiata di solidarietà come quella organizzata da Fratelli d’Italia”.

La conclusione che propone è che “quando è coinvolto uno straniero, in particolare se di fede islamica, la sinistra sembra non riuscire a prendere le distanze dalla violenza, anche quando questa è rivolta contro una donna, specialmente se italiana”.

A sostegno di quanto afferma, propone un confronto, “con le dovute proporzioni”, tra “l’atteggiamento del sindaco di Bologna Lepore (Pd) riguardo al caso Fakir e quello del sindaco di Portomaggiore (Pd) in merito alla situazione attuale”.

“Nel primo caso – chiarisce – il sindaco Lepore (Pd), senza indugi, ha persino convocato una manifestazione per chiedere ‘giustizia’, dando così per scontato ciò che era ed è ancora da dimostrare, ossia che un reato fosse stato commesso, con tutte le gravi conseguenze di ordine pubblico che, come noto, sono derivate da quella manifestazione. Nel secondo caso, il sindaco Bernardi (Pd) invoca cautela, si appella alle diverse versioni dell’episodio, accusa di fomentare odio chiunque si permetta di ricordare che nel nostro ordinamento le donne non sono oggetti su cui esercitare violenza a piacimento, come purtroppo è ‘normale’ in altre ‘culture'”.

“La ‘passeggiata’ di Fratelli d’Italia a Portomaggiore – conclude – si è svolta nel massimo rispetto della legge, nonostante non siano mancati alcuni provocatori, che sono stati giustamente ignorati. Il comizio in piazza a Bologna convocato dal PD si è concluso con violenti scontri e poliziotti finiti in ospedale. Eppure, per la sinistra, chi fomenta l’odio è la destra. Stiamo davvero vivendo in un’epoca strana”.

NardiSenatoUSA