Biennale, Meloni si dissocia: “È un ente indipendente”. Lega alla Commissione Ue: no alla riduzione dei finanziamenti.

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Il rappresentante della al Parlamento europeo Paolo Borchia ha inviato una missiva alla Commissione europea, in seguito alla decisione dell’Agenzia per l’istruzione e la ricerca (Eacea) di avviare una procedura per sospendere i finanziamenti alla Biennale d’arte di , già previsti per il triennio 2025-2028. Borchia richiede un “ritiro sui tagli” evidenziando che “l’arte deve rimanere un ponte tra culture e nazioni. Non può mai essere soggetta o diventare, in alcun modo, ostaggio delle tensioni geopolitiche”.

Nel documento inviato al commissario europeo per la Cultura Glenn Micallef, Borchia manifesta “profondo dispiacere” per una decisione che “potrebbe colpire uno dei principali simboli della libertà culturale europea”, “aprendo la strada a una crescente politicizzazione” delle istituzioni artistiche. “La Biennale rappresenta il pluralismo, il dialogo e l’apertura. Attaccarla significa indebolire principi fondamentali, non solo un evento”, chiarisce Borchia nella sua lettera. “Le politiche europee devono rimanere coerenti, proporzionate e rispettose dell’autonomia culturale. Non possiamo consentire che il mondo artistico venga sottomesso a logiche di potere politico centralizzato”, conclude il capodelegazione del Carroccio, richiamando pratiche che “appartengono all’epoca dell’Unione Sovietica”.

Nel frattempo, la premier Giorgia Meloni si distacca, come evidenziato ieri al Vinitaly rispondendo a una domanda riguardo alla partecipazione di artisti russi alla Biennale di Venezia: “Il governo non è favorevole, ma la Biennale è una fondazione autonoma. Questo chiaramente non modifica la politica del governo, poiché la politica estera del paese è determinata dal governo, dal Parlamento, dal presidente dell’Italia e non dalle fondazioni autonome”.

A chi le chiedeva se ci sarebbero state ripercussioni, Meloni ha specificato che “ci sono diverse posizioni, anche da parte della comunità internazionale con rischi di riduzione dei finanziamenti. Quindi, ovviamente, è una questione che nel contesto generale penso che la Biennale debba considerare”.

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