Da D’Alema e Fassino all’ospedale di Cona: i retroscena mai raccontati

Da D’Alema e Fassino all’ospedale di Cona: i retroscena mai raccontati 1

Erano gli anni in cui la Sinistra stava cambiando. O, meglio, il mondo attorno alla Sinistra stava cambiando. E a Ferrara il cambiamento sembrava più arduo che altrove.

Al comando, al potere, da ormai quattro consigliature, c’era il Duca Rosso, Roberto Soffritti, padre e padrone della città e di tutto quello che poteva riguardarla.

È in quel momento che succede il “cambiamento”. Un cambiamento che altrove sarebbe passato come rivoluzione: l’allora segretario dei Ds si smarca dall’imprenditore principe che, nel bene o nel male, aveva fino ad allora deciso le sorti – più che altro economiche – del mondo che gravitava attorno agli epigoni di Gramsci.

Era la Ferrara a cavallo dei due secoli. Tra la seconda metà degli anni Novanta e il primo lustro del Duemila la città degli Estensi e la sua provincia conoscono profondi sommovimenti politici, economici e sociali.

La nascita delle liste civiche, un tormentato e complicato cambiamento nel più grande partito della sinistra e a Palazzo Municipale, e pochi anni dopo il fallimento della Cooperativa Costruttori di che metterà in ginocchio migliaia di famiglie, un crac spaventoso, il terzo in Italia dopo Parmalat e Cirio, saltati per aria proprio in quegli anni.

Qualcosa paragonabile all’azzeramento di Carife di vent’anni dopo.

Da quello ‘schiaffo’ politico parte il racconto intervista di Luciano Nigro. A testimoniare attraverso la penna dello storico giornalista de “La ” è Roberto Montanari.

Da questo colloquio estrapolato dalla storia degli ultimi 30 anni di politica ferrarese nasce il libro “Combattendo un sistema di potere”, edizioni La Carmelina, che verrà presentato dall’autore, con Roberto Montanari e Gaetano Sateriale (l’ex sindaco di Ferrara ‘chiamato’ da proprio da Montanari) venerdì 9 ottobre alle 17 nella sala Agnelli della Biblioteca Ariostea in via Delle Scienze, 17.

Il volume, come anticipa il sottotitolo (Roberto Montanari e i dieci anni che ribaltarono Ferrara. La successione a Soffritti, Donigaglia e la crisi della Costruttori. Sateriale, Cofferati e Delrio sindaci: “Innovare per vincere” è l’intervista-racconto a uno dei protagonisti di quegli eventi, l’allora segretario del Pds-Ds di Ferrara e successivamente segretario regionale dei Ds, uno dei fondatori del Partito democratico in Emilia-Romagna, che ricostruisce fatti e retroscena di una politica in grande cambiamento e della lotta che da giovane dirigente fu costretto a ingaggiare con la vecchia guardia della sinistra, da un lato il sindaco Roberto Soffritti, dall’altro Giovanni Donigaglia, allora padre-padrone del colosso di Argenta.

Nel libro-intervista Montanari racconta molti episodi inediti: di quando Donigaglia ordinò di ritirare un assessore dalla giunta di Argenta perché non gli era piaciuta la discussione nel comitato federale del Pds sul Palazzo degli specchi; dei tentativi del presidente della Costruttori e di altri, di frenare l’elezione a segretario del partito dello stesso Montanari; delle pressioni per ricandidare Soffritti che era già stato sindaco per 16 anni; delle velate minacce a lui e a sua moglie di restare senza lavoro se non fossero stati ai consigli; e degli interventi per dirottare voti dai Ds al Pdci.

Tutto questo mentre altri agivano nell’ombra per far saltare ogni candidatura alternativa a Soffritti e, più tardi, tentarono perfino un “golpe” per mettere in minoranza, alla prima seduta del consiglio comunale, il neosindaco Gaetano Sateriale.

Montanari rivela altri fatti mai raccontati: dagli incontri riservati con Massimo D’Alema al colloquio con il segretario Piero Fassino nel quale diceva di essere pronto a dimettersi fino alla richiesta del presidente della Costruttori al partito di premere perché i lavori dell’ospedale di Cona fossero affidati non con un’asta pubblica, ma a trattativa privata come si faceva in passato.

“Sì, ho combattuto l’uomo solo al comando – dice Montanari – perché un sistema di potere gestito da poche persone voleva gestire, da dietro le quinte, le istituzioni e il mio partito. E per questo cercava di impedire il rinnovamento che noi avevamo messo in moto”.

Luciano Nigro, storico giornalista de “La Repubblica”, mette in fila tutto questo in un libro intervista a Roberto Montanari, dirigente politico di lungo corso, già segretario provinciale del Pds e dei Ds, segretario regionale dei Ds tra i fondatori del Pd in Emilia-Romagna, membro della segreteria, della direzione e del coordinamento politico nazionale dei Ds, ha ricoperto fin da giovanissimo numerosi incarichi sia a livello locale che nazionale nel principale partito della sinistra e nelle istituzioni.

Segretario della Fgci provinciale nei primi anni Ottanta, consigliere e poi assessore del Comune di Argenta, consigliere in Provincia e al Comune di Ferrara, consigliere regionale. Nel 2017 è stato eletto presidente della commissione nazionale di Garanzia del Partito Democratico. È stato anche capo della segreteria politica del ministro Dario Franceschini nel secondo governo Conte e nel governo

I commenti sono chiusi.