Vigarano Mainarda. «Siamo d’accordo con quanto dichiarato dalla consigliera Pancaldi». I consiglieri di minoranza De Michele e Plebiscito intervengono dopo le parole pronunciate durante il Consiglio comunale del 31 agosto, ricordando di aver espresso critiche analoghe già nelle settimane precedenti. «Prendiamo atto che, dopo cinque anni di un’opposizione da noi ritenuta fin troppo morbida, Pancaldi abbia finalmente scelto di schierarsi apertamente contro le posizioni del sindaco».
Nel mirino c’è anche il percorso politico del primo cittadino, passato dal partito con cui era stato eletto sindaco e deputato, a Forza Italia e infine al partito di Vannacci, dopo averne precedentemente criticato le posizioni. «Un sindaco deve rappresentare tutti i cittadini. Oggi, invece, ci troviamo di fronte a un amministratore che ha scelto di identificarsi con posizioni che riteniamo lontanissime dai valori di una cittadina democratica e inclusiva».
De Michele e Plebiscito ribadiscono la loro contrarietà alle posizioni di Vannacci su temi quali uguaglianza, diritti delle donne, parità di genere, diritti LGBTQ+, libertà di espressione e tutela delle minoranze, che propone idee da inizio secolo scorso.
«Crediamo che molti cittadini che hanno votato questo sindaco (come esponente della Lega passato poi da Forza Italia e infine in Futuro Nazionale) non si riconoscano più nelle posizioni da lui recentemente assunte e riteniamo che dovrebbe trarne le dovute conseguenze politiche».
La Corte dei Conti e il diritto alla trasparenza I due consiglieri chiedono però di non perdere di vista un’altra questione: la deliberazione della Corte dei Conti ricevuta dall’amministrazione nell’aprile scorso, relativa al rendiconto 2024 e al bilancio 2025-2027, nella quale vengono evidenziate diverse criticità, tra cui «comportamenti evidentemente difformi dai canoni della sana gestione finanziaria».
«Quella deliberazione doveva essere portata a conoscenza del Consiglio comunale. Lo abbiamo sostenuto per primi e oggi, dopo quanto affermato dal segretario comunale, sappiamo che avevamo ragione». La questione assume particolare rilievo perché il 27 luglio il Consiglio era stato chiamato ad approvare la salvaguardia degli equilibri di bilancio senza che i consiglieri fossero a conoscenza della pronuncia.
«Come si può chiedere ad un consigliere di votare consapevolmente su una materia così delicata se non gli vengono fornite informazioni rilevanti sulla situazione finanziaria dell’ente?». Secondo De Michele e Plebiscito, nell’ultima seduta non sarebbe arrivata una risposta concreta: «Abbiamo ascoltato giri di parole e versioni contrastanti, ma alla domanda fondamentale – perché la deliberazione non sia stata trasmessa al Consiglio quando avrebbe dovuto esserlo – non è arrivato un riscontro».
Per i due consiglieri, l’intervento del segretario comunale ha confermato il punto: «La deliberazione doveva essere trasmessa ai consiglieri». E proseguono: «Qualcuno ha preferito tacere sul diritto alla trasparenza, finendo nei fatti per dare man forte alla maggioranza. Noi riteniamo invece che, su diritti, trasparenza e regole istituzionali, debba esserci un unico fronte a tutela delle istituzioni. Non chiediamo privilegi, ma il rispetto delle prerogative di tutti i consiglieri. Perché i diritti sono diritti: non esistono diritti di serie A e diritti di serie B».