“È necessario un piano organico per le fognature e l’urbanistica, anziché continuare a gestire le emergenze.”

"È necessario un piano organico per le fognature e l'urbanistica, anziché continuare a gestire le emergenze." 1

Le fotografie del violento maltempo che ha interessato Ferrara e diverse aree della nostra provincia mercoledì 15 luglio evidenziano, ancora una volta, l’estrema di un territorio altamente vulnerabile agli effetti della crisi climatica. Alberi caduti, allagamenti estesi e problemi strutturali non possono più essere considerati come eventi sporadici o straordinari.

In qualità di Alleanza Verdi Sinistra e Possibile Ferrara, desideriamo sottolineare l’analisi fornita dal professor Romeo Farinella: ci troviamo di fronte a una nuova normalità climatica e spetta alla politica riconoscerlo, smettendo di inseguire le emergenze per investire finalmente nell’adattamento e nella mitigazione. Gli allagamenti, che hanno colpito non solo le zone storicamente vulnerabili del capoluogo, ma anche diverse aree della provincia, richiedono una riflessione cruciale: la condizione delle nostre infrastrutture idriche. I centri urbani sono stati progettati e sviluppati su un modello climatico del Novecento che non è più valido. In particolare, la rete fognaria presenta un dimensionamento inadeguato rispetto all’intensità delle attuali precipitazioni.

Di fronte a questa situazione, i cittadini si trovano spesso a dover affrontare un intrico di competenze poco definite tra Comune, Hera e Consorzio di Bonifica. Riteniamo sia arrivato il momento di richiedere trasparenza: chiediamo pubblicamente se gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria programmati negli ultimi anni considerino la nuova frequenza delle “bombe d’acqua”, o se ci si stia limitando a riparare i danni sui punti di interconnessione tra la rete urbana e i canali di scolo. Non è sufficiente intervenire ex post; è necessario un coordinamento strutturale che chiarisca chi deve fare cosa e con quali risorse.

Questo coordinamento deve tradursi in una nuova concezione di urbanistica. Se desideriamo ridurre la pressione sulle nostre fognature ed evitare che i quartieri si allaghino, dobbiamo interrompere la cementificazione e iniziare a de-impermeabilizzare i terreni. È in questa visione complessiva che si inserisce il tema del verde pubblico: piantare alberi non è un capriccio estetico, ma un intervento di sicurezza idraulica. Gli interventi di forestazione urbana devono però essere pianificati secondo criteri scientifici, dando priorità assoluta ai quartieri e alle zone della provincia più densamente urbanizzate, dove l’asfalto ostacola l’assorbimento della pioggia e amplifica le isole di calore.

Come sottolinea il professor Farinella, gli strumenti teorici per realizzare questa transizione sono già presenti sul territorio, a partire dal Paesc e dal recente Piano di Adattamento Climatico per il sito Unesco. La vera sfida politica, tuttavia, consiste nel non considerare questi piani come semplici documenti da archiviare. Proteggere il territorio significa infatti coniugare la gestione degli effetti con l’azione diretta sulle cause della crisi climatica, attuando interventi strutturali di decarbonizzazione, efficienza energetica e drastica riduzione delle emissioni locali.

Queste strategie devono diventare il criterio vincolante che guida ogni singola decisione riguardante le opere pubbliche, la mobilità e lo sviluppo del territorio, consapevoli che la crisi climatica accresce anche le disuguaglianze sociali.

Come Alleanza Verdi Sinistra e Possibile Ferrara, riteniamo sia necessario abbandonare la logica dell’eterna emergenza. È fondamentale avviare immediatamente un dibattito pubblico e permanente con la cittadinanza e le competenze locali, poiché l’adattamento alla nuova realtà climatica e la transizione ecologica non sono scelte facoltative, ma elementi essenziali del paradigma politico su cui valutare il futuro di Ferrara e dell’intera provincia.

Alleanza Verdi Sinistra e Possibile – Ferrara

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