FdI e Gioventù Nazionale ricordano Giorgio Ramelli
Il 29 aprile, Fratelli d’Italia Ferrara e Gioventù Nazionale hanno reso omaggio a Sergio Ramelli presso l’area verde recentemente dedicata alla sua memoria dall’Amministrazione comunale.
“Oggi – afferma la Coordinatrice di Fratelli d’Italia Ferrara Chiara Scaramagli – ci siamo riuniti nel luogo recentemente intitolato a Sergio Ramelli, giovane attivista del Fronte della Gioventù, brutalmente assassinato con un colpo di chiave inglese da membri di Avanguardia Operaia. Sergio aveva la sola “colpa” di aver manifestato le proprie opinioni politiche e di aver redatto, nel contesto scolastico, un elaborato critico nei confronti delle Brigate Rosse”.
“Come Fratelli d’Italia Ferrara – continua Chiara Scaramagli – accogliamo con favore l’iniziativa dell’Amministrazione comunale, che ha deciso di dedicare uno spazio pubblico alla sua memoria. Si tratta di un gesto significativo, che aiuta a mantenere vivo il ricordo di una delle pagine più tragiche della storia nazionale e richiama, al contempo, l’importanza di una memoria condivisa”.
“Riteniamo infatti – conclude la Coordinatrice del Partito locale di Giorgia Meloni – che la politica non debba mai degenerare in odio o violenza, né trasformarsi in una contrapposizione distruttiva, ma debba rimanere un ambito di confronto civile tra avversari che, pur nella diversità delle opinioni, condividono la responsabilità e l’impegno di lavorare per il bene comune e per il progresso della nostra Nazione”.
“La storia di Sergio Ramelli – dichiara Giacomo Barile, Presidente Provinciale di Gioventù Nazionale Ferrara – colpisce profondamente tutti i giovani che, come noi, si dedicano attivamente alla comunità e all’impegno sociale. Sergio, come noi, era un militante che credeva fermamente nei valori di libertà e legalità e che aveva avuto il coraggio di denunciare i crimini atroci delle Brigate Rosse in un suo scritto. Proprio per questo è stato perseguitato e ucciso da estremisti di Avanguardia Operaia.
“Gioventù Nazionale Ferrara – conclude Barile – ricorderà per sempre Sergio come un figlio d’Italia, un martire del terrorismo politico e della violenza rossa negli anni di piombo”.
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