FdI Ferrara replica a Bonaccini: “Gli elettori di centrodestra non sono ignoranti”

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Fratelli d’Italia di Ferrara contesta le recenti dichiarazioni di Stefano Bonaccini, ex presidente della Regione Emilia-Romagna e attuale europarlamentare del Partito Democratico, riguardo all’elettorato di centro-destra.

Chiara Scaramagli, coordinatore comunale di FdI Ferrara, ha commentato le parole di Bonaccini: “Le recenti dichiarazioni di Stefano Bonaccini, presidente del Partito Democratico, secondo cui una parte degli italiani voterebbe a destra perché ha studiato meno lasciano quantomeno perplessi e riportano alla luce un vecchio vizio della sinistra: dividere gli italiani tra cittadini di serie A, quelli che votano a sinistra, e cittadini da guardare con sufficienza, perché hanno idee politiche diverse”.

La coordinatrice ha poi rivolto una domanda diretta a Bonaccini: “Ci chiediamo allora, proprio rivolgendoci a Bonaccini: essendo stato presidente della Regione Emilia-Romagna, ritiene davvero che più del 60% degli elettori che hanno contribuito alla vittoria del centrodestra a Ferrara siano ‘ignoranti’ o abbiano semplicemente studiato troppo poco?”

“Forse – prosegue Scaramagli – esiste un’interpretazione molto più semplice. Milioni di italiani, indipendentemente dal titolo di studio, hanno imparato sulla propria pelle le conseguenze di determinate politiche della sinistra che hanno visto città alle prese con problemi di sicurezza, periferie dimenticate, una mala gestione dell’immigrazione incontrollata e una politica sempre più distante dalla ricerca di aumentare il tasso di occupazione in favore del reddito di cittadinanza”.

“A Fratelli d’Italia Ferrara – conclude Sacramagli – non interessa chiedere a una persona quanti titoli di studio possieda prima di ascoltarla, non guardiamo il titolo di studio o il portafoglio di chi aiutiamo, ma guardiamo la persona, i suoi bisogni e i problemi concreti che ci sottopone. È questa, per noi, la differenza tra chi pretende di rappresentare un’élite culturale e chi vuole rappresentare un’intera comunità. Gli italiani che votano a destra non sono cittadini da compatire, correggere o rieducare. Sono lavoratori, imprenditori, pensionati, studenti, professionisti, famiglie e persone comuni che esercitano liberamente il proprio diritto di voto e che meritano rispetto esattamente come tutti gli altri. E forse sarebbe proprio questo il punto su cui Bonaccini, che ricordiamoci ha il diploma e non è laureato, e una certa sinistra dovrebbero riflettere: non sono gli elettori ad avere bisogno di lezioni, ma forse è proprio il Partito Democratico che, dopo tante sconfitte, dovrebbe iniziare ad ascoltare le ragioni per cui milioni di italiani hanno scelto di cambiare”.

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