Verso Italexit: «L’euro è un’architettura artificiale fallita, serve tornare alla sovranità monetaria»
Il Comitato Verso Italexit indica nel ritorno alla sovranità monetaria l’unica via per correggere la crisi economica italiana. È la posizione confermata da Marco Mattarelli, presidente del Comitato, che affronta il tema della prossima legge di bilancio analizzando i dati su debito pubblico, pressione fiscale e crescita, lanciando un appello alle forze politiche.
«La nostra proposta alle forze politiche, oggi votate da una minoranza di elettori riguardo alla moneta sovrana, è chiara: siete con Draghi e Lagarde o con il popolo ormai impoverito?», dichiara Mattarelli, secondo cui la proposta del Comitato è stata «volutamente ignorata».
Il giudizio sull’attuale scenario politico è severo. «Da una politica genuflessa, dove il dibattito è pressoché ridicolo e distaccato dalla realtà, non potevamo aspettarci altro», osserva il presidente del Comitato. Aggiunge: «I politici siedono su una bambagia di privilegi ormai insopportabili, impegnati in liturgie totalmente inutili, dannose e improduttive per il popolo».
Nel suo intervento, Mattarelli collega la questione economica alla crescente disaffezione degli elettori. «A livello locale, l’assenteismo al voto costituisce ormai la maggioranza assoluta», afferma, sostenendo che «la fiducia dei cittadini è revocata» e che gli eletti rappresentino una minoranza. «Destra e sinistra sono etichette obsolete, marketing elettorale per talk show televisivi alla ricerca di pubblicità», valuta.
Il quadro economico
Riguardo alla legge di bilancio 2027, il Comitato evidenzia dati che definiscono la situazione particolarmente critica. Nell’intervento vengono riportati un debito pubblico superiore a 3.287 miliardi di euro, interessi sul debito per 100,16 miliardi, una pressione fiscale del 43,2%, un Pil nominale di 2.373 miliardi e un rapporto debito/Pil del 138,5%. Il deficit reale, calcolato dal Comitato come differenza tra entrate e uscite complessive, inclusi gli interessi, è indicato in 65 miliardi di euro, mentre la crescita del Pil è stimata tra lo 0,5 e lo 0,7%, al netto dell’inflazione prevista.
«L’economia italiana è in un circolo vizioso», sostiene Mattarelli, indicando nei parametri di Maastricht un vincolo che, a suo giudizio, determina «una restrizione permanente da cui trae utili multi-miliardari solo il sistema finanziario».
Il PNRR è anch’esso nel mirino. Secondo il Comitato, «il PNRR ha indotto una crescita minima al PIL» e dal 2027 «si dovrà restituire la cifra prestata a un tasso d’interesse attualmente al 4% a 10 anni».
Il paragone con il 2011
Mattarelli richiama la crisi del debito sovrano del 2011, confrontandola con la situazione attuale. «Quando si scatenò la crisi da debito “sovrano” nel 2011 il debito pubblico era a 1.908 miliardi, oggi è 3.200 miliardi. Nel 2011 il debito/Pil era al 120%, oggi è al 138,5%».
Evocando quella fase, il presidente del Comitato cita l’allora presidente della Bce Mario Draghi e il programma di quantitative easing. «I tassi d’interesse erano più bassi e mister Draghi pronunciò la famosa frase “whatever it takes” lanciando il Qe, ovvero la stampa di denaro della Bce», afferma.
Da qui nasce la domanda su un possibile ritorno a una fase di emergenza politica ed economica: «Nuova crisi da debito pubblico?». E, più avanti, l’ipotesi di un «nuovo governo tecnico?».
L’attacco alla politica e il richiamo alla sovranità monetaria
Nello scenario politico delineato da Mattarelli, trova spazio anche il nuovo partito Futuro Nazionale, considerato dal Comitato un elemento di rottura rispetto agli equilibri esistenti. «La politica è tutta concentrata sul nuovo partito Futuro Nazionale che, a nostro avviso, sta scuotendo la “foresta pietrificata” della stantia e ormai incredibile situazione degli attuali partiti», sostiene.
Tuttavia, secondo il Comitato, nel dibattito pubblico manca il tema considerato centrale: l’uscita dall’euro e il ritorno alla sovranità monetaria. «Nel dibattito tipico da talk show, quindi più da intrattenimento che di sostanza, non è entrato neanche per sfioro la necessità che il Comitato Verso Italexit ritiene invece ineludibile, ovvero il ritorno alla sovranità monetaria senza la quale non c’è alcuna politica economica né alcuna libertà vera».
La conclusione è un nuovo allarme sul futuro economico del Paese. «Il vicolo cieco in cui si trova l’Italia imporrà scelte che nessun partito vuole o può fare», afferma Mattarelli, richiamando il clima del 2011 e il celebre «Fate presto».
L’appello finale ribadisce la linea del Comitato: «Noi restiamo convinti che solo con la ripresa della sovranità monetaria si potrà correggere questa situazione che altrimenti vede un’unica destinazione: il nostro impoverimento collettivo e il continuo arricchimento delle élite finanziarie».
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