Ferrara, manifestazione per la Global Sumud Flotilla: “Infranto il diritto internazionale”
di Riccardo Giori
“Quella di oggi potrebbe rivelarsi una lunga giornata di protesta. In tutta Italia si stanno svolgendo mobilitazioni e l’intento di oggi, come nei mesi di settembre e ottobre, è quello di fermare il Paese”. Queste sono le parole cariche di indignazione con cui è iniziato ieri, mercoledì 30 aprile, alle 18, il presidio di solidarietà con la Global Sumud Flotilla e di contestazione contro l’operazione della Marina israeliana avvenuta nella notte nel Mediterraneo.
L’iniziativa, organizzata da Ferrara per la Palestina, ha visto la partecipazione di circa duecento persone e il supporto di diverse realtà associative e locali, tra cui Cittadini del Mondo e Rete per la Pace.
Al centro della mobilitazione, la denuncia di quanto accaduto nelle ultime ore al largo dell’isola di Creta, dove unità navali israeliane hanno bloccato parte della flottiglia internazionale diretta a Gaza, creata con l’obiettivo di rompere il blocco navale imposto dal governo israeliano e fornire aiuti alla popolazione palestinese.
L’operazione, realizzata in acque internazionali e a centinaia di miglia dalle coste israeliane, ha coinvolto decine di imbarcazioni e circa 175 attivisti civili. Secondo gli organizzatori della missione, si è trattato di un intervento effettuato con modalità intimidatorie e in palese violazione del diritto internazionale, con navi civili disarmate circondate e minacciate con armi.
I manifestanti hanno inoltre definito l’abbordaggio “un atto di pirateria” e hanno richiesto il rilascio immediato degli attivisti trattenuti, oltre a un intervento della comunità internazionale per garantire il rispetto del diritto internazionale.
In diverse capitali europee, nelle stesse ore, sono state espresse preoccupazioni simili e richieste di chiarimenti sull’accaduto. Tutti hanno sottolineato la natura civile e umanitaria della missione della flottiglia e durante il presidio ferrarese si sono alternati interventi pubblici dei rappresentanti delle organizzazioni partecipanti.
Tra questi, Corrado Oddi per Rete per la Pace: “quello che è accaduto stanotte nei confronti della Flottiglia rientra perfettamente nello scenario di politica genocidiaria nei confronti della popolazione di Gaza, una politica che mira ad annettersi tutto il Medio Oriente, una politica imperialista decisamente guerrafondaia, e il fatto che la marina israeliana sia intervenuta a centinaia di miglia dalle acque territoriali di Israele compiendo un’azione di pirateria internazionale dimostra esattamente questo. Per questo oggi affermiamo con fermezza, per questo oggi siamo qui, per dire che quanto accaduto è un fatto assolutamente inaccettabile, che rappresenta una violazione del diritto internazionale e che noi non intendiamo tollerare.”
Anche Adam Atik di Cittadini del Mondo ha dichiarato che è “incredibile che si consenta di fermare 175 civili che non hanno altra colpa se non quella di voler esprimere solidarietà verso il popolo palestinese”, aggiungendo che “la legge del mare è chiara: la giurisdizione su una nave in alto mare spetta esclusivamente allo Stato di bandiera. Ignorare questo principio significa comunicare alle nuove generazioni che il diritto internazionale è solo un suggerimento facoltativo, non un obbligo. Non possiamo accettare di rimanere in silenzio di fronte a queste ‘porcherie’. Non si tratta solo di essere d’accordo o meno con una missione, si tratta di difendere il diritto di esistere e di muoversi senza essere sequestrati in mezzo al mare.”
Durante gli interventi sono state espresse dure critiche anche nei confronti del governo italiano guidato da Giorgia Meloni e dell’amministrazione comunale di Ferrara, accusati dai partecipanti di complicità politica con quanto definito “il genocidio in atto in Palestina”.
“Nell’amministrazione comunale non hanno mai mancato di sostenere il genocidio in Palestina, come non hanno mai smesso di disumanizzare noi palestinesi e di insultarci dicendo che le nostre donne si riproducono come nutrie, per questo dovrebbero solo vergognarsi” ha affermato Adam Sami di Ferrara per la Palestina, in chiaro riferimento alle parole di Benito Zocca rivolte al popolo palestinese durante un consiglio comunale del 2023, e ha concluso con un attacco al governo Meloni, “se il nostro governo non interviene, ci penseremo noi a riportare alto l’onore di questo paese, i valori di questo paese, quelli della Resistenza italiana, quelli della Costituzione, quelli della lotta partigiana. Ci pensiamo noi, le persone comuni, che mettono i propri corpi nelle strade, a mettere i propri corpi davanti ai cancelli delle fabbriche di morte, che continuano a produrre armi e che continuano a guadagnare sul sangue di noi palestinesi.”
Infine, è stata espressa la promessa di una mobilitazione nazionale, “come lo scorso autunno, entriamo in uno stato di agitazione permanente. Questo significa che qualsiasi cosa accada alla flottiglia, che qualsiasi escalation militare si verifichi a Gaza, noi dall’oggi al domani, dalla mattina alla sera, siamo pronti a scendere in piazza e siamo pronti a far sentire forte il grido dei nostri attivisti sulla flottiglia e il grido di Gaza della Palestina!”.
Gli organizzatori hanno poi comunicato che ulteriori iniziative potrebbero essere programmate nei prossimi giorni, in relazione agli sviluppi della situazione.
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