Fine vita. “Non un trionfo di parte, ma un gesto di dignità”
di Alleanza Verdi e Sinistra e Possibile Ferrara
Il 23 luglio, l’Assemblea legislativa regionale ha dato il via libera alla legge sul suicidio medicalmente assistito. Si tratta di un momento significativo che scaturisce dalla proposta a prima firma del consigliere regionale Paolo Trande (Alleanza Verdi Sinistra), sostenuta con fermezza da Simona Larghetti, Paolo Burani e da tutte le forze di maggioranza (Pd, Civici e M5S).
Non si configura come una vittoria di parte, bensì come un atto di profondo rispetto per le scelte personali e la libertà di ciascun individuo.
L’autodeterminazione rappresenta un diritto fondamentale. Nessuno deve essere costretto a sopportare sofferenze insopportabili contro la propria volontà.
Decidere come affrontare la fase conclusiva della propria esistenza non è una concessione dello Stato, ma un diritto inalienabile di ognuno di noi.
Con questa legge si realizza concretamente all’interno del Servizio Sanitario Regionale la sentenza della Corte Costituzionale in materia.
La norma stabilisce infatti: tempi certi e compatibili con le condizioni delle persone richiedenti; totale gratuità della procedura; garanzie mediche ed etiche rigorose, senza alcun contrasto con le cure palliative, che continuano a essere garantite.
Un diritto è reale solo se accessibile a tutte e tutti.
La legge prevede che le procedure siano eseguite da personale su base volontaria. Per questo motivo sarà essenziale che il servizio sia sempre pienamente operativo e tempestivo su tutto il territorio regionale, assicurando un vero supporto alle persone e alle loro famiglie affinché nessuno si trovi isolato di fronte alla burocrazia nel momento del bisogno.
Anche in questa circostanza l’Emilia Romagna si conferma un punto di riferimento nell’affermazione dei diritti civili in Italia.
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