Giovani e disegno di legge sulla sicurezza. Scaramagli: “Sicurezza e prevenzione non sono in conflitto”

In relazione alle recenti disposizioni introdotte nel Ddl Sicurezza riguardanti i giovani, interviene Chiara Scaramagli, coordinatrice comunale di Fratelli d’Italia Ferrara e assessora con deleghe a Pubblica Istruzione e Formazione, Politiche Giovanili, Processi Partecipati, Gemellaggi, per fornire “alcune delucidazioni sul legame tra prevenzione, educazione e salvaguardia della sicurezza e sull’importanza di unire investimenti sociali e rispetto delle normative”.

“Non si può contrapporre – scrive – sicurezza e prevenzione, come se fossero opzioni alternative, poiché sono due strumenti che devono operare in sinergia. Nessuno mette in discussione il valore della scuola, dell’educazione, del supporto alle famiglie e dei servizi sociali. Al contrario, proprio su questi aspetti il Comune di Ferrara sta investendo con determinazione”.

Sostiene che l’amministrazione di Ferrara “da anni promuove politiche giovanili concrete: ha avviato percorsi di educazione alla legalità, sostiene progetti innovativi attraverso bandi dedicati al Terzo Settore, investe nell’orientamento scolastico e professionale, nella cultura, nello sport, nell’inclusione e nella partecipazione dei giovani”.

Si tratta di “interventi concepiti proprio per prevenire il disagio prima che si trasformi in devianza. La prevenzione, quindi, non è solo uno slogan, ma una scelta amministrativa che a Ferrara si traduce in azioni e investimenti tangibili”.

“Noi – aggiunge – crediamo nella prevenzione, ma siamo consapevoli che da sola non è sempre sufficiente. Quando qualcuno sceglie deliberatamente la violenza e la criminalità, lo Stato ha il dovere di intervenire con fermezza anche sulla salvaguardia della sicurezza, che è la condizione che consente ai cittadini onesti e ai tanti ragazzi che rispettano le regole di vivere in tranquillità”.

Riguardo alla nuova proposta di legge del Governo, afferma che si leggono “molti racconti fuorvianti e inaccurati”. Per Scaramagli “non è stata concepita per ‘criminalizzare i giovani’, ma per introdurre strumenti più efficaci contro le condotte violente e per rafforzare l’azione preventiva, senza eliminare i percorsi educativi e di recupero previsti dall’ordinamento minorile”.

“Ridurre tutto al ‘disagio’ – spiega – rischia di diventare un alibi, anche perché nel Ddl si fa riferimento a baby gang, aggressioni, rapine, possesso di armi e coltelli: come si può giustificare tutto ciò con il disagio? Comprendere le cause è fondamentale, ma non si può annullare la responsabilità personale di chi commette reati”.

Per l’assessora “la vera protezione dei giovani passa anche dalla difesa delle vittime e di quei ragazzi che temono di frequentare certi luoghi, delle famiglie che richiedono maggiore sicurezza, dei commercianti e dei cittadini che subiscono continue intimidazioni”.

“È questa – conclude – la differenza tra una politica che rischia di rimanere solo a livello di dichiarazioni di principio e una politica, come quella dell’Amministrazione ferrarese, caratterizzata da responsabilità”.

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