Grattacielo. L’eurodeputata Nela Riehl: “Ferrara è un segnale d’allarme”

Il percorso che porta il ‘caso Grattacielo’ in Europa parte da Ferrara, tocca Amburgo e arriva a Bruxelles. A portare avanti l’interrogazione, già anticipata da questa testata, c’è Nela Riehl, parlamentare di Volt nata in Germania e eletta nel suo Paese.
"Chiederemo alla Commissione – dichiara Riehl – di verificare che le norme europee sui mutui ipotecari tutelino adeguatamente le persone che si ritrovano a pagare le rate di un immobile che non possono più utilizzare. Ferrara è un segnale d’allarme perché lo stesso potrebbe accadere domani altrove. In tutta l’Ue, gli edifici residenziali obsoleti presentano sfide simili. Non possiamo aspettare la prossima evacuazione per capire come aiutare i residenti, organizzare le ristrutturazioni e proteggere le persone dalla rovina finanziaria".
"Quello che sta avvenendo a Ferrara non è solo un caso di cronaca locale ma sembra un vero e proprio esperimento sociale. Come è possibile che la Lega, un partito al governo, che si presenta come paladino della sicurezza e difensore della proprietà privata, accetti che l’amministrazione Fabbri lasci centinaia di persone in strada, impedendo loro di utilizzare le proprie case?" afferma Francesca Romana D’Antuono, già presidente di Volt Europa e portavoce dell’iniziativa "Diritto alla casa, ora e sempre!".
D’Antuono riferisce inoltre di testimonianze raccolte tra i residenti: "Abbiamo raccolto testimonianze di cittadini che continuano a pagare tasse e mutui sulle proprie abitazioni, insieme a racconti sulle condizioni dell’assistenza e su comportamenti dei servizi sociali ferraresi descritti come ambigui e vessatori, che chiediamo siano chiariti".
La Commissione europea è stata interpellata su tre fronti. In primo luogo, si esamina l’accesso ai fondi Ue per la riqualificazione di edifici con proprietà frammentate tra molti soggetti. Volt chiede quali aiuti e servizi possano coprire i costi giuridici, tecnici e finanziari necessari per rendere concreti i progetti di recupero. Viene inoltre richiesto di chiarire il ruolo della Banca europea per gli investimenti nel sostenere centri nazionali di assistenza tecnica, seguendo l’esempio francese avviato nel settembre 2026.
Il secondo aspetto riguarda la protezione degli inquilini costretti a lasciare le case durante i lavori. Volt chiede che i finanziamenti europei siano vincolati alla disponibilità di alloggi temporanei adeguati, alla garanzia del diritto di rientro e al mantenimento di costi abitativi sostenibili nel lungo termine.
L’ultimo punto tocca la situazione dei proprietari che continuano a pagare il mutuo su immobili dichiarati inagibili. Si chiede di verificare se la direttiva europea sul credito ipotecario (2014/17/UE), in particolare per quanto riguarda la valutazione degli immobili e le misure di tolleranza nei pagamenti, preveda garanzie adeguate per chi non può utilizzare la propria abitazione a causa di problemi di sicurezza che interessano l’intero edificio e sui quali non ha la possibilità di intervenire individualmente.
Per Volt, il caso ferrarese evidenzia una problematica comune ad altri Paesi europei: la presenza di edifici residenziali datati, suddivisi tra numerosi proprietari, nei quali gli interventi di messa in sicurezza possono essere frenati dalla complessità degli assetti proprietari, dalle difficoltà economiche dei residenti e dalla mancanza di strumenti finanziari adeguati.
La riqualificazione del patrimonio abitativo, sostiene il movimento, deve procedere insieme alla tutela sociale ed economica degli abitanti. L’interrogazione si inserisce nell’impegno europeo di Volt per il diritto alla casa, portato avanti anche attraverso l’iniziativa dei cittadini europei "Diritto alla casa, ora e sempre!", che punta a promuovere strumenti comuni contro la crisi abitativa e a garantire alloggi accessibili e dignitosi.
L’obiettivo è ottenere risposte concrete dalle istituzioni europee e individuare soluzioni applicabili non soltanto al caso di Ferrara, ma anche alle situazioni analoghe che potrebbero verificarsi in altri Stati membri.
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