Pensione anticipata a 64 anni, impatto sull’assegno

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La Lega propone di estendere la pensione anticipata all'età di 64 anni, applicando il ricalcolo contributivo. Secondo un'analisi condotta dalla UIL, anticipare il ritiro dal lavoro di tre anni e mezzo comporterebbe una riduzione dell'importo dell'assegno pari a quasi 5.000 euro lordi annui. La manovra finanziaria prevede la creazione di un fondo di 2,55 miliardi, la cui allocazione rimane oggetto di disaccordo tra i membri della maggioranza.

Andare in pensione a 64 anni con un assegno inferiore di quasi 5.000 euro lordi all'anno. Questo è il risultato emerso da una simulazione della UIL relativa a una lavoratrice con 36 anni di contributi. Il confronto illustra le conseguenze della proposta della Lega, che prevede l'estensione della pensione anticipata a 64 anni per chi ha iniziato i versamenti prima del 1996, a patto di accettare il ricalcolo dell'intero assegno secondo il sistema contributivo. Nel disegno di legge di bilancio 2027 sono già state stanziate le risorse necessarie per sostenere l'uscita dal mercato del lavoro, sebbene la loro destinazione finale sia ancora da definire.

I 2,55 miliardi che dividono la maggioranza

L'articolo 52 del testo presentato alla Camera il 30 ottobre istituisce un fondo di 850 milioni di euro annui, operativo dal 2027 al 2029, per un ammontare complessivo di 2,55 miliardi. Tali risorse saranno destinate a finanziare interventi di sostegno all'uscita dal mercato del lavoro, anche a favore di persone in difficoltà, e potranno essere utilizzate per gli ammortizzatori sociali. Il disegno di legge rimanda a un provvedimento successivo per la definizione dei requisiti, tra cui l'età e gli anni di contributi.

Matteo Salvini intende destinare il fondo all'uscita a 64 anni già a partire dal 2027, presentando la proposta come un passo verso «superare la legge Fornero». Il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon ha illustrato due opzioni contributive, che richiedono 25 o 36 anni di versamenti. Con 36 anni di contributi, l'età determinerebbe una nuova Quota 100. Durigon ha inoltre proposto di aumentare la dotazione del fondo a una cifra compresa tra 3 e 4 miliardi nel triennio. Di fronte alle critiche alla proposta, ha ricordato che la flessibilità in uscita è inclusa nel programma del centrodestra del 2022.

Fratelli d'Italia richiama invece il testo presentato dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, esponente della stessa Lega. «I patti sono sacrosanti, certo. Ma quelli scritti nella legge di bilancio», ha replicato Marco Osnato, responsabile economico del partito. La linea di Giorgia Meloni prevede di riservare gli interventi ai lavoratori in difficoltà, mantenendo la continuità con la restrizione sulle pensioni anticipate degli ultimi anni. Le scelte del governo sono influenzate anche dalle crisi industriali, a partire dall'ex Ilva, dove sono a rischio circa 10.000 posti di lavoro a Taranto, oltre a quelli dell'indotto.

Perché nella simulazione l'assegno scende di 384 euro al mese

La simulazione della UIL esamina il caso di una lavoratrice di 64 anni con 36 anni di contributi e un'ultima retribuzione annua lorda di 35.000 euro. Se decidesse di lasciare il lavoro immediatamente con il ricalcolo contributivo, percepirebbe 25.477 euro lordi all'anno. Continuando a lavorare fino a 67 anni e sei mesi, mantenendo il calcolo misto, l'assegno raggiungerebbe 30.466 euro. La differenza ammonta a 4.989 euro lordi annui, pari a circa 384 euro su tredici mensilità, ovvero il 16,38% dell'assegno più elevato.

Lo scarto riguarda questo singolo caso. Il confronto considera tre fattori simultaneamente: il passaggio dal calcolo misto a quello interamente contributivo, tre anni e mezzo in meno di versamenti e un coefficiente di trasformazione inferiore dovuto all'uscita a un'età più giovane. I 67 anni e sei mesi rappresentano il riferimento scelto dalla UIL per la simulazione.

L'uscita a 64 anni è già prevista, a determinate condizioni contributive e di importo dell'assegno, per chi ha iniziato a versare dal 1996. La proposta della Lega estenderebbe questa possibilità anche ai lavoratori con contributi precedenti, rinunciando alla quota calcolata con il metodo retributivo. Per Elsa Fornero, che ha definito la proposta «una misura sfacciata e ingannevole», il costo dell'anticipo ricadrebbe proprio su chi sceglie di lasciare il lavoro.

Chi rischia di dover lavorare più a lungo

Secondo Santo Biondo, segretario confederale della UIL, la questione fondamentale è capire chi potrebbe vivere con un assegno più basso. Chi dispone di risparmi o altri redditi ha maggiore margine per anticipare il ritiro. Chi ha percepito salari modesti, ha avuto interruzioni di carriera o ha sostenuto maggiori spese familiari potrebbe trovarsi nella necessità di continuare a lavorare anche dopo una carriera lunga. Il problema riguarda in particolare molte donne, i cui versamenti risentono delle interruzioni legate alla cura dei figli o di altri familiari. Il sindacato chiede al governo un confronto sulle tutele per i lavori gravosi e usuranti, sul riconoscimento del lavoro di cura e sulle carriere discontinue.

Il bonus Maroni e il confronto su minime e rivalutazione

Il confronto avviene dopo la fine delle precedenti Quote e di Opzione donna. Anche l'APE sociale, l'indennità che accompagna alcune categorie di lavoratori in difficoltà verso la pensione, è diventata meno accessibile a causa dell'aumento di sei mesi del requisito anagrafico. Durigon contesta anche l'efficacia del bonus Maroni, che incentiva la permanenza al lavoro. Delle 7.500 adesioni stimate dalla Ragioneria per il 2027, secondo i dati citati dal sottosegretario, solo 1.125 riguarderebbero persone che avrebbero smesso di lavorare anche in assenza del bonus.

Forza Italia punta invece a rafforzare le pensioni minime, per le quali il testo non proroga la maggiorazione, e ad attenuare la stretta sulla rivalutazione delle pensioni, ovvero l'adeguamento degli assegni all'inflazione. Secondo i calcoli riportati da Repubblica, la revisione della rivalutazione ridurrebbe la spesa di 14 miliardi in dieci anni. Anche per modificare queste disposizioni sono necessarie delle coperture. Salvini ha indicato le banche come possibile fonte di altre risorse.

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