Volt interpella Bruxelles sul caso Grattacielo di Ferrara

Le istituzioni europee stanno esaminando la vicenda del Grattacielo ferrarese. L'eurodeputata tedesca Nela Riehl, agendo per conto di Volt, ha inoltrato un'interrogazione alla Commissione europea. La richiesta verte sui meccanismi di sostegno destinati alle centinaia di abitanti sfollati all'inizio del 2026, quando l'incendio ha rivelato le carenze strutturali nella sicurezza antincendio dell'edificio.
Mesi dopo l'allontanamento, gli ex residenti persistono in una condizione di forte instabilità. I proprietari, pur non potendo rientrare nelle loro case, continuano a sostenere i costi dei mutui e delle imposte. Il recupero degli immobili resta bloccato da problemi irrisolti: la proprietà frammentata, i debiti accumulati e la carenza di fondi rendono ardua l'avviamento dei lavori necessari.
"Quello che sta avvenendo a Ferrara non è solo un caso di cronaca locale ma sembra un vero e proprio esperimento sociale. Come è possibile che la Lega, un partito al governo, che si presenta come paladino della sicurezza e difensore della proprietà privata, accetti che l’amministrazione Fabbri lasci centinaia di persone in strada, impedendo loro di utilizzare le proprie case?" afferma Francesca Romana D’Antuono, già presidente di Volt Europa e portavoce dell’iniziativa "Diritto alla casa, ora e sempre!".
D’Antuono riferisce inoltre di testimonianze raccolte tra i residenti: «Abbiamo raccolto testimonianze di cittadini che continuano a pagare tasse e mutui sulle proprie abitazioni, insieme a racconti sulle condizioni dell’assistenza e su comportamenti dei servizi sociali ferraresi descritti come ambigui e vessatori, che chiediamo siano chiariti».
L'interrogazione alla Commissione europea tocca tre aspetti chiave. In primo luogo, si valuta l'accesso ai fondi Ue per riqualificare edifici con proprietà divise tra molti soggetti. Volt chiede quali servizi e risorse possano coprire le spese legali, tecniche e finanziarie per rendere concreti i progetti di recupero. Si chiede inoltre un chiarimento sul ruolo della Banca europea per gli investimenti nel sostenere centri nazionali di assistenza tecnica, ispirandosi al modello francese lanciato nel settembre 2026.
La seconda questione verte sulla protezione degli abitanti costretti a lasciare le proprie abitazioni durante i lavori. Volt sostiene che i finanziamenti europei dovrebbero essere vincolati alla disponibilità di alloggi temporanei adeguati, alla garanzia del diritto di rientro e alla sostenibilità dei costi abitativi a lungo termine.
Infine, si analizza la situazione dei proprietari che pagano ancora il mutuo per immobili dichiarati inagibili. Si chiede di verificare se la direttiva sul credito ipotecario (2014/17/UE), specialmente nelle clausole sulla valutazione degli immobili e sulla tolleranza nei pagamenti, offra garanzie sufficienti a chi non può usare la casa per problemi di sicurezza dell'intero edificio, problemi su cui non può agire singolarmente.
"Chiederemo alla Commissione di verificare che le norme europee sui mutui ipotecari tutelino adeguatamente le persone che si ritrovano a pagare le rate di un immobile che non possono più utilizzare», dichiara Nela Riehl. «Ferrara è un segnale d’allarme perché lo stesso potrebbe accadere domani altrove. In tutta l’Ue, gli edifici residenziali obsoleti presentano sfide simili. Non possiamo aspettare la prossima evacuazione per capire come aiutare i residenti, organizzare le ristrutturazioni e proteggere le persone dalla rovina finanziaria".
Per Volt, il caso ferrarese riflette un problema più ampio che interessa altri Paesi europei. Molti edifici residenziali vecchi, con proprietà divise tra numerosi proprietari, faticano a essere messi in sicurezza. Questa lentezza è dovuta alla complessità delle proprietà, alle difficoltà economiche dei residenti e alla mancanza di strumenti finanziari adatti.
Secondo il movimento, la riqualificazione del patrimonio abitativo deve avvenire parallelamente alla tutela sociale ed economica degli abitanti. L'interrogazione si inserisce nell'impegno europeo di Volt per il diritto alla casa, sostenuto anche dall'iniziativa dei cittadini europei "Diritto alla casa, ora e sempre!", che punta a promuovere strumenti comuni contro la crisi abitativa e a garantire alloggi accessibili e dignitosi.
Si cerca di ottenere risposte dalle istituzioni europee e di trovare soluzioni applicabili ad altre situazioni simili. Le procedure del Parlamento europeo prevedono che la Commissione abbia sei settimane di tempo per rispondere all'interrogazione.
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