Hormuz, Tajani: “Non richiediamo un nuovo intervento nel Golfo, il nostro impegno seguirà solo dopo la pace”
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Guido Crosetto e Antonio Tajani
(ansa)
“Chiarisco subito, non intendiamo richiedere l’autorizzazione per una nuova missione militare nel Golfo, ma vogliamo sostenere l’impegno del governo per la pace e il percorso che potrebbe condurre a un nostro coinvolgimento nella coalizione internazionale. Sottolineo che tale impegno avverrà solo dopo la cessazione definitiva delle ostilità”. Queste le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani durante le audizioni delle commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e della commissione Esteri e Difesa del Senato, in merito alle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Il titolare della Farnesina chiarisce: “L’unica strada percorribile è quella del dialogo e della diplomazia. Lo affermiamo sin dall’inizio della crisi e lo ribadiamo anche oggi: Teheran non deve dotarsi di armi nucleari né di sistemi missilistici che possano rappresentare una minaccia per la regione”.
“Il regime – continua – è quello che ha represso i propri giovani e continua a farlo anche oggi con esecuzioni capitali. Ha aggredito tutti i Paesi del Golfo. Siamo solidali con gli Emirati per gli attacchi avvenuti in questi giorni. Ne ho discusso anche con Rubio, sottolineando l’importanza del legame transatlantico. A lui ho confermato il supporto del nostro Paese ai negoziati in Pakistan. I colloqui devono proseguire e non devono essere sprecati: l’ho affermato con fermezza al ministro iraniano Araghchi”. E ancora: “L’Iran deve negoziare in buona fede e mostrare flessibilità nel collaborare con l’Aiea e nel ristabilire relazioni con i Paesi del Golfo. L’ho comunicato anche al ministro cinese”.
Anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto, sottolinea che una potenziale nuova missione richiede “una vera tregua, una cornice giuridica e l’autorizzazione del Parlamento”.
Inoltre, aggiunge: “Nel caso in cui si raggiungesse la pace, ci vorrebbe quasi un mese di navigazione per tutte le unità delle nazioni alleate per arrivare nel Golfo. In via precauzionale, stiamo predisponendo che due unità cacciamine si posizionino relativamente più vicine allo Stretto: inizialmente nel Mediterraneo orientale, successivamente nel Mar Rosso, nell’ambito delle missioni già in corso come Mediterraneo Sicuro e Aspides, e all’interno del quadro autorizzato della missione internazionale dell’Italia”.
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