I membri di Forza Italia eleggono Costa come capogruppo: “I principi liberali sono la nostra guida”
Leggi in app
ENRICO COSTA POLITICO
L’ascolto è riservato agli abbonati premium
Lo spumante? «Beh, non era granché». Alcuni membri di Forza Italia hanno assaporato il calice amaro della sconfitta. I deputati azzurri, dopo settimane difficili, si sono riuniti per eleggere il nuovo capogruppo. Come previsto, Enrico Costa è stato nominato per acclamazione. Si è evitato il voto, così come si era evitata in precedenza la raccolta firme per richiedere le dimissioni di Paolo Barelli.
Nella sala Colletti, al quarto piano del palazzo dei gruppi di Montecitorio, prima dell’inizio della riunione sono state portate quattro bottiglie e bicchieri di plastica. L’intento è comunque quello di celebrare il cambio al vertice del gruppo, che si è concretizzato nell’incontro di venerdì scorso tra il segretario Antonio Tajani e Marina e Pier Silvio Berlusconi presso la sede di Mediaset.
Un nuovo corso, ritenuto necessario dalla famiglia del fondatore dopo la sconfitta del sì al referendum sulla giustizia, che il neo-capogruppo inaugura ricordando Silvio Berlusconi e l’avvocato Niccolò Ghedini e sottolineando alcune parole chiave come competenza e coesione. Successivamente rilancia sui «valori liberali», cari a Marina e Pier Silvio, e sui «diritti civili», tema a cui, secondo le indicazioni giunte a Roma da Milano, non sarebbe stata data sufficiente attenzione negli ultimi tempi. Il segretario Antonio Tajani, assente alla riunione, invia i suoi auguri e ringrazia il capogruppo uscente, assicurando che «il suo operato sarà prezioso per il futuro del partito».
Barelli, che il giorno precedente aveva accusato la famiglia Berlusconi di voler gestire il partito dall’esterno, ora si mostra più cauto ma non per questo meno inquieto. Per lui si sta ancora discutendo sul nuovo incarico da assegnargli.
Lascia il ruolo di capogruppo dichiarandosi «orgoglioso del lavoro svolto, degli obiettivi raggiunti in ambito legislativo, per le convergenze individuate tra equilibri e sensibilità diverse». E poi porge gli auguri al suo successore «a cui mi lega anche un’amicizia personale. Sono certo che Enrico saprà interpretare questo ruolo con determinazione e competenza, nel rispetto dei valori di Forza Italia, grazie ai quali dieci parlamentari – durante la mia presidenza – hanno scelto di aderire al partito». Tra questi lo stesso Costa.
Nessun annuncio sul suo futuro durante la riunione del gruppo. Uscendo dall’incontro, l’ormai ex capogruppo risponde in modo seccato: «Non ho ricevuto alcuna richiesta. Se mi chiederanno qualcosa dal governo, vedremo, risponderò». Tuttavia, sarebbe stato lui a richiedere, in cambio del passo indietro, un posto da viceministro.
L’ipotesi di diventare sottosegretario al ministero delle Imprese è sfumata poiché incompatibile con il suo ruolo di presidente della Federnuoto, incarico che non intende abbandonare. Pertanto, si sta lavorando a una soluzione alternativa. Tra queste, la possibilità che possa ricevere l’incarico di viceministro ai Rapporti con il Parlamento, che essendo un dicastero senza portafoglio è compatibile con l’altro incarico.
Tuttavia, anche questo ruolo appare incerto per mancanza di un accordo politico all’interno della maggioranza. Per questo, nel pomeriggio di ieri, è circolata la voce di una sua nomina a sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, affiancando Matilde Siracusano, che non si trasferirà in un altro dicastero, e Giuseppina Castiello. A ufficializzare la nomina potrebbe essere il Consiglio dei ministri di domani. Solo allora, forse, anche Barelli festeggerà.
I commenti sono chiusi.