Il Pri critica Fabbri: “Se i ruoli fossero stati invertiti, avrebbero richiesto le dimissioni”

Anche il Pri regionale si esprime riguardo all’incidente stradale che ha coinvolto recentemente il sindaco di Ferrara Alan Fabbri e l’ex assessora Francesca Savini. A prendere la parola è Riccardo Saporetti, vicesegretario regionale e rappresentante della Federazione repubblicana ferrarese, che si concentra in particolare sul presunto doppio standard politico nella gestione della situazione.

“Sorge spontanea, con un approccio critico, la domanda su quale sarebbe stata la reazione del Sindaco Fabbri e delle attuali forze di maggioranza se un episodio simile avesse coinvolto un Sindaco di centrosinistra e un suo assessore”, afferma Saporetti. “Probabilmente, non avremmo assistito a messaggi di comprensione o a tentativi di ridurre l’accaduto a questione privata, ma a una richiesta forte di dimissioni e a una condanna politica senza appello in nome della sicurezza stradale e del decoro istituzionale”.

Secondo il Pri, la questione “acquisisce un’importanza ancora più significativa se si considera che proviene da una parte politica che ha fatto dell’ordine, del rigore e della legalità rigorosa il proprio simbolo identitario”. Da qui la critica a quella che viene definita una “legalità a geometria variabile, dove il pugno duro è riservato agli altri e la comprensione umana solo per sé stessi”.

Nel comunicato, Saporetti esprime comunque il suo sollievo per le conseguenze non gravi dell’incidente: “In primo luogo, come repubblicani ferraresi, manifestiamo sollievo per il fatto che nessuno abbia subito conseguenze fisiche gravi”. “In situazioni di questo genere, l’aspetto umano deve prevalere su ogni valutazione politica o amministrativa”, aggiunge.

Il Pri richiama poi l’attenzione sulla trasparenza istituzionale, domandandosi “perché una situazione che coinvolge figure di vertice dell’amministrazione comunale sia emersa pubblicamente solo dopo alcuni giorni”. Secondo Saporetti, “l’etica della responsabilità impone a chi occupa cariche pubbliche il dovere di garantire chiarezza, tempestività e rispetto nei confronti dell’opinione pubblica”.

Nel testo viene inoltre riconosciuta “la responsabilità delle dimissioni dell’Assessore Francesca Savini”, considerate “scelta inevitabile alla luce della gravità dell’accaduto e della necessità di tutelare il prestigio delle istituzioni cittadine”.

Più severo è invece il giudizio sul comunicato emesso dal sindaco Fabbri, ritenuto “più orientato a minimizzare l’accaduto che ad affrontarlo con la necessaria sobrietà e responsabilità istituzionale”. Per il Pri, “l’etica pubblica non può essere trasformata in una narrazione autoassolutoria o in un riconoscimento eroico di comportamenti che, sebbene fortunatamente privi di conseguenze tragiche, avrebbero potuto avere esiti molto gravi”.
Nel finale, Saporetti ribadisce che “quando si ricoprono ruoli istituzionali, il tema non è solo giuridico o amministrativo, ma anche etico e politico”, sostenendo che “determinati comportamenti influiscono inevitabilmente sulla credibilità delle istituzioni e sul rapporto di fiducia tra cittadini e amministratori”.

“Ferrara merita rispetto, trasparenza e senso della misura”, conclude il dirigente repubblicano, aggiungendo che “non servono polemiche strumentali, ma nemmeno tentativi di banalizzare episodi che, per il ruolo pubblico dei protagonisti, assumono inevitabilmente una rilevanza politica, istituzionale e amministrativa”.

LegaNendoRepubblica