Il sindaco di Lagosanto richiede trasparenza riguardo al sistema di climatizzazione dell’Ospedale del Delta.
Lagosanto. Il sindaco Cristian Bertarelli richiede un’analisi tecnica esaustiva e aggiornata riguardo al sistema di climatizzazione dell’Ospedale del Delta, includendo dati verificabili sulle temperature nei reparti, sull’umidità e sullo stato degli interventi realizzati negli ultimi anni. Questa richiesta arriva dopo le recenti segnalazioni di disagio da parte di pazienti, familiari e operatori sanitari, in particolare dal reparto di Medicina.
Secondo le testimonianze raccolte in questi giorni, il caldo in alcuni spazi dell’ospedale risulterebbe insopportabile. L’Azienda sanitaria ha comunicato che gli impianti sono operativi, che vengono effettuate misurazioni periodiche e che la differenza tra la temperatura esterna e quella interna è mantenuta tra otto e dieci gradi. Inoltre, nelle stanze dove si superano i 27,5 gradi sarebbero stati collocati condizionatori portatili.
Tuttavia, il primo cittadino considera questa spiegazione insufficiente. “Prendo atto delle affermazioni dell’Azienda sanitaria – dichiara Bertarelli – ma non posso ritenere adeguata la sola conferma del corretto funzionamento tecnico quando chi vive quotidianamente il reparto continua a segnalare situazioni di disagio.”
Il sindaco ripercorre quindi la lunga storia degli interventi sul sistema di raffrescamento dell’ospedale, evidenziando come le problematiche non siano recenti.
Nel giugno del 2014, uno dei due gruppi frigoriferi della centrale dell’ospedale si fermò improvvisamente. L’unica macchina rimasta operativa venne utilizzata prioritariamente per le aree più sensibili, come le degenze e il settore operatorio, mentre altri spazi risentirono della limitata capacità di raffrescamento.
Il guasto, inizialmente trattato come un intervento di riparazione, portò nel luglio dello stesso anno alla sostituzione totale del gruppo fuori servizio, con una spesa superiore a 107mila euro, IVA esclusa.
Bertarelli sottolinea però che l’intervento riguardò un solo chiller e non l’intero sistema di climatizzazione. Un impianto ospedaliero, ricorda il sindaco, è composto da vari elementi: gruppi frigoriferi, pompe, tubazioni, unità di trattamento dell’aria, canalizzazioni, terminali presenti nei reparti e sistemi di regolazione.
La sostituzione di una macchina centrale, quindi, non sarebbe sufficiente a garantire condizioni uniformi in tutte le stanze se le componenti successive fossero obsolete, sottodimensionate o non completamente efficienti.
Negli anni successivi sono stati effettuati ulteriori lavori specifici, tra cui quelli destinati al nuovo Pronto soccorso, dotato di una propria unità di trattamento dell’aria e di attrezzature dedicate. Un ammodernamento significativo, ma limitato a una specifica area e non esteso all’intero ospedale.
Un ulteriore intervento è stato realizzato tra il 2022 e il 2023, quando l’Ausl ha sostituito un altro gruppo frigorifero al Delta nell’ambito di un appalto che includeva anche l’ospedale di Argenta. I lavori comprendevano la rimozione e lo smaltimento della vecchia macchina, il recupero del gas refrigerante, l’installazione del nuovo chiller e il rifacimento dei collegamenti.
Anche in questo caso, osserva il sindaco, sarebbe stata sostituita una singola apparecchiatura centrale. Dalla documentazione pubblicamente accessibile non sarebbe però possibile determinare se si trattasse della macchina installata nel 2014 o dell’altro gruppo presente nella centrale.
Per chiarire la questione, secondo Bertarelli, sarebbe necessario consultare le matricole degli impianti, i verbali di dismissione e collaudo e il registro delle apparecchiature contenenti gas refrigeranti.
Le problematiche sono tornate alla ribalta nel luglio del 2024, quando nel reparto di Medicina interna sono state segnalate temperature e livelli di umidità elevati, particolarmente problematici per pazienti anziani, fragili o allettati. In quell’occasione sono state richiamate anche l’età dell’impianto e la difficoltà nel raffrescare adeguatamente i locali più distanti dalla centrale.
Tra giugno e luglio del 2025 si sono verificati nuovi problemi. Un’unità di trattamento dell’aria risultava guasta e la sua sostituzione era già stata programmata. In attesa della nuova apparecchiatura, sono stati installati condizionatori mobili in alcune stanze di Medicina e Lungodegenza.
L’Ausl ha inoltre annunciato la riqualificazione dell’unità destinata alla Terapia intensiva e ulteriori lavori per l’area chirurgica e la Lungodegenza.
Tuttavia, secondo il sindaco, non sarebbe ancora disponibile una ricostruzione pubblica e organica dello stato di avanzamento degli interventi e dei risultati effettivamente ottenuti.
Bertarelli contesta anche l’utilizzo del solo differenziale tra temperatura esterna e interna come parametro per valutare il benessere degli ambienti. Una riduzione compresa tra otto e dieci gradi, osserva, potrebbe non essere adeguata in presenza di temperature esterne particolarmente elevate.
“Con 41 gradi all’esterno – spiega – una riduzione di dieci gradi corrisponderebbe teoricamente a 31 gradi all’interno. Non significa che questa sia la temperatura effettivamente presente nelle stanze, ma dimostra che è necessario conoscere anche i valori assoluti, l’umidità relativa, gli orari delle misurazioni e la durata degli eventuali superamenti.”
La cronistoria degli ultimi dodici anni, secondo il primo cittadino, restituisce quindi l’immagine di un impianto ammodernato gradualmente, attraverso la sostituzione di almeno due gruppi frigoriferi e interventi localizzati sulle unità di trattamento dell’aria, senza che vi siano elementi pubblici in grado di attestare un rifacimento complessivo dell’intero sistema.
Da qui la richiesta formale all’Azienda sanitaria: rendere noto quali chiller siano attualmente installati e da quale anno, quali unità di trattamento dell’aria siano state sostituite, quali interventi programmati nel 2025 siano stati completati e quali valori di temperatura e umidità siano stati registrati nei vari reparti.
Il sindaco chiede inoltre di conoscere i riferimenti tecnici adottati per valutare l’idoneità degli ambienti ospedalieri. “Non intendo alimentare polemiche – conclude Bertarelli – ma esercitare fino in fondo il dovere di tutela della comunità e dell’Ospedale del Delta. La climatizzazione in una struttura sanitaria non è un accessorio né un semplice elemento di comfort. Per le persone anziane, cardiopatiche, fragili, allettate o reduci da un intervento rappresenta una componente della sicurezza, della dignità e della qualità dell’assistenza.”
Dopo anni di guasti, interventi e segnalazioni, il sindaco richiede quindi che il funzionamento del sistema non venga certificato solo sul piano tecnico, ma dimostrato attraverso dati in grado di attestare un raffrescamento uniforme, stabile ed efficace in tutti gli ambienti di degenza.
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