Europa Verde: l’Italia è ferma per il carovita, risposte immediate al Governo
Mezza Italia è ferma. Nel Sud, lo sciopero di agricoltori, autotrasportatori e fornai sta svuotando gli scaffali dei supermercati e paralizzando il Paese. Il prezzo del gasolio ha ormai toccato la cifra insostenibile di 2,25€ al litro, mentre colossi energetici come Eni continuano a registrare profitti stellari. È un cortocircuito inaccettabile: il costo della vita aumenta vertiginosamente, la gente comune si impoverisce e le multinazionali si arricchiscono.
La nostra provincia si trova purtroppo in prima linea in questa emergenza. Secondo i dati dell’Unione Nazionale Consumatori, Ferrara si posiziona al decimo posto nella classifica dei rincari più alti in Italia, con una spesa media aggiuntiva di ben 1.244€ nell’ultimo anno per ogni famiglia ferrarese. A pagare il prezzo più alto sono soprattutto i giovani, che vedono il proprio futuro farsi sempre più buio e privo di certezze.
In questo clima di forte tensione sociale si inserisce la clamorosa protesta di ieri, lunedì 19 ottobre, che ha visto gli operai dell’ex Ilva di Genova occupare l’aeroporto. Come Europa Verde Ferrara esprimiamo la nostra totale solidarietà ai lavoratori e chiediamo al governo italiano risposte immediate sul futuro degli oltre 800 operai mandati in cassa integrazione.
Il dramma del mondo operaio è una ferita aperta che a Ferrara conosciamo fin troppo bene, visti i dolorosi precedenti locali di crisi industriali come i casi Berco e Coperion. Non possiamo più permettere che le logiche del profitto calpestino i diritti dei lavoratori. Una tassazione seria e decisa sugli extraprofitti di Eni e delle banche non è più rimandabile: è una manovra di puro buon senso per redistribuire le risorse e dare ossigeno a famiglie e imprese.
Di fronte a un Paese stremato, la tensione è inevitabile, ma non deve essere strumentalizzata. In merito ai recenti scontri di Milano, condanniamo fermamente ogni forma di vandalismo, ma rifiutiamo con forza che la violenza di pochi diventi l’unica notizia, oscurando le ragioni di milioni di cittadini che protestano civilmente.
Per tutelare la legittimità del dissenso, è necessario ricostituire i cordoni di sicurezza all’interno dei cortei, separando nettamente la maggioranza pacifica da chi si infiltra solo per distruggere.
La rabbia che parte dal Sud Italia e attraversa l’intera penisola dimostra che la gestione di questa crisi deve diventare la priorità assoluta del Governo Meloni. Convocare il tavolo istituzionale solo per il prossimo 27 ottobre è un segnale di grave ritardo: le risposte servono oggi, non tra una settimana. L’Italia non è Roma o Milano, siamo in molti di più.
Come Europa Verde Ferrara vogliamo fare la nostra parte per invertire questa rotta e contribuire a costruire, a partire dal nostro territorio, quel sogno di benessere e sostenibilità chiamato futuro.
Circolo di Europa Verde Ferrara
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