Molluschicoltura in crisi, Calvano: «Non possiamo togliere gli strumenti per affrontarla»

«Bene il lavoro già avviato dalla Regione e dall’assessore Alessio Mammi sugli indennizzi alle imprese colpite dalle morie e dalle difficoltà produttive. Ora, però, bisogna alzare lo sguardo: sarebbe paradossale affrontare una crisi di questa portata mentre l’Europa ipotizza di ridurre proprio le risorse necessarie a sostenere pesca e acquacoltura». Così Paolo Calvano, capogruppo del Partito Democratico in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, interviene sulla grave crisi che sta attraversando il comparto della molluschicoltura dell’Alto Adriatico e annuncia la presentazione di un’interrogazione alla Giunta regionale.

Nel documento Calvano richiama le difficoltà che stanno interessando in particolare il litorale , la Sacca di e il del Po: alla proliferazione del granchio blu si sono aggiunte mucillagini, fenomeni di anossia e temperature eccezionalmente elevate delle acque, che nel corso dell’ hanno contribuito alla moria delle cozze e alla scarsa crescita delle vongole, compromettendo in molti casi anche il novellame destinato alle future produzioni.

«Parliamo di un settore che sta vivendo una vera emergenza economica, ambientale e sociale – sottolinea Calvano –. Per questo è positivo che la Regione abbia aperto il confronto con il Ministero e stia lavorando affinché, nel calcolo degli indennizzi Feampa, le imprese già colpite dalle morie degli ultimi anni non vengano ulteriormente penalizzate. La possibilità di utilizzare come riferimento la produzione del 2023, anziché quella del 2025, va esattamente in questa direzione».

L’interrogazione pone però anche il tema della futura programmazione europea. Nella proposta per il quadro finanziario pluriennale 2028-2034, infatti, il fondo autonomo destinato alla pesca verrebbe superato nell’ambito di una riorganizzazione più ampia, con il rischio di una forte riduzione delle risorse disponibili per il comparto.

Una preoccupazione sulla quale è intervenuto anche Stefano Bonaccini, europarlamentare e presidente del Partito Democratico, che aveva definito «inaccettabili» i tagli ai fondi per i pescatori proposti dalla Commissione europea e ha ricordato come in Parlamento europeo sia stata avanzata la richiesta di azzerarli, rivendicando la necessità di mettere a disposizione della pesca e dell’acquacoltura più strumenti e non meno risorse.

«È una prospettiva che dobbiamo contrastare con forza – prosegue Calvano –. Non possiamo chiedere alle imprese di affrontare il cambiamento climatico, le specie aliene, la transizione ecologica e la modernizzazione degli impianti e, contemporaneamente, togliere loro gli strumenti economici per farlo. La Regione, insieme al Governo e alle altre Regioni dell’Alto Adriatico, deve farsi sentire nei tavoli europei».

Con l’interrogazione Calvano chiede inoltre alla Giunta di valutare misure straordinarie di sostegno alle imprese, ristori immediati per le perdite subite e la costituzione di un tavolo interistituzionale permanente per definire un piano di investimenti strutturali e infrastrutturali per la resilienza delle lagune, con particolare attenzione alla Sacca di Goro e al Delta del Po.

«Non basta intervenire sull’emergenza di oggi – conclude Calvano –. Serve un piano capace di proteggere il futuro della molluschicoltura, della pesca e di tutte le famiglie che vivono di questo comparto. Difendere queste imprese significa difendere lavoro, economia, ambiente e identità di un territorio».

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