Samanta, manifestazione e marcia: Lab Consenso invita la comunità a unirsi alla mobilitazione.
“Quante donne devono ancora perdere la vita prima che la prevenzione della violenza diventi una priorità per la politica?”. Questa è la domanda sollevata da tutte le associazioni e i gruppi che partecipano al Laboratorio Consenso di Ferrara, i quali, per tale motivo, prenderanno parte al presidio di giovedì 4 giugno in piazza Cattedrale, organizzato dai collettivi Ferrara Transfemm, Out!* e Link in memoria di Samanta Zironi, vittima di femminicidio. Inoltre, annunciano una “Camminata per Samanta” prevista per mercoledì 10 giugno.
“Il femminicidio di Samanta Zironi ha profondamente toccato la nostra comunità – affermano dal Lab Consenso -. Oggi siamo qui per onorarne la memoria, per mostrare solidarietà ai suoi familiari e a coloro che le hanno voluto bene. Ma siamo qui anche perché il solo dolore non è sufficiente. Ogni volta che una donna viene assassinata, assistiamo al medesimo copione: lutto, indignazione, promesse. Poi tutto torna come prima. Spesso si commette l’errore di pensare che la violenza provenga da fattori esterni; i dati dimostrano invece che essa ha origine all’interno delle relazioni affettive”.
Lab Consenso riporta le statistiche dell’Osservatorio nazionale di Non Una Di Meno, che dall’inizio del 2026 fino all’8 maggio ha già registrato 19 femminicidi e 39 tentati femminicidi. Nella maggior parte dei casi, gli autori sono partner, ex partner o familiari delle vittime. “Non ci troviamo di fronte a eventi isolati. Siamo di fronte a un fenomeno strutturale che permea la nostra società. Per questo motivo, non è sufficiente intervenire dopo una tragedia, ma sono necessarie politiche di prevenzione, educazione e supporto”, affermano dal Laboratorio.
“È necessario garantire finanziamenti stabili e adeguati ai centri antiviolenza, che quotidianamente accolgono e accompagnano le donne nei percorsi di uscita dalla violenza. È fondamentale sostenere l’operato delle associazioni femministe e transfemministe e di altre realtà, che da anni promuovono formazione, sensibilizzazione e cultura dei diritti umani. È indispensabile potenziare i servizi sociali locali, affinché possano operare in modo continuativo, con personale e risorse adeguate. È essenziale introdurre l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, per costruire relazioni basate sul consenso, sul rispetto e sull’autodeterminazione”, ribadiscono.
Tutto ciò, tuttavia, non può dipendere esclusivamente dall’impegno delle associazioni, dal lavoro degli operatori e delle operatrici, o dalla generosità dei cittadini, come sottolineato dal laboratorio. “La prevenzione della violenza è una responsabilità collettiva: chi è al governo ha il dovere di considerarla una priorità politica e di garantire risorse adeguate e continuative. Ricordare Samanta significa impegnarsi affinché nessun’altra donna debba subire la stessa violenza”, concludono.
Il Laboratorio Consenso è composto da: Adi – Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia, Arci, Alleanza Verdi Sinistra, Biblioteca Popolare Giardino, Cds cultura Odv, Centro Documentazione Donna, Centro donna giustizia, Cgil, Cittadini del mondo, Coalizione civica, Conferenza donne democratiche Ferrara, Famiglie Arcobaleno, FareDiritti, Ferrara le donne e la città-Forum Ferrara Partecipata, La Comune di Ferrara, Partito Democratico, Possibile, Rete degli Studenti Medi, Udi – Unione donne in Italia Ferrara, Uil ER.
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