Soffritti. Franceschini: “È come se fosse crollata una torre del Castello”

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“Ferrara da oggi è priva di un suo importante rappresentante. È come se fosse crollata una torre del Castello”. Tra le prime espressioni di cordoglio giunte dal centrosinistra per la perdita di Roberto Soffritti, si segnala quella dell’ex ministro Dario Franceschini.

“Stavamo preparando per lui una serata scherzosamente intitolata ‘Siamo tutti figli di Soffritti’ – comunica l’ex Dc, che ha fatto parte della giunta con il sindaco Soffritti -. A lui piaceva l’idea e chiedeva sorridendo «Quando organizzate questa cosa?». Sembrava un gioco, ma era una verità, perché tutti a Ferrara, compagni di partito, amici e avversari politici, siamo cresciuti con lui e abbiamo appreso da lui”.

Franceschini ricorda di essere stato capogruppo della Dc, “in a lui in consiglio comunale, poi insieme abbiamo dato vita alla prima giunta Bianco-Rossa e sono stato suo assessore, successivamente ci siamo trovati a concorrere l’uno contro l’altro per la carica di sindaco. Ma l’amicizia autentica e la stima non sono mai venute meno”.

“Soffritti – aggiunge – è stato senza dubbio il più grande Sindaco che Ferrara abbia mai avuto, ha restituito alla città il ruolo che le compete, riportando la sua ambizione di capitale. E la storia non lo dimenticherà”.

Nella stessa giunta era presente anche l’ex parlamentare Alessandro Bratti, il quale afferma che “oggi se ne è andato un pezzo della storia di Ferrara. Ognuno può esprimere il proprio giudizio. Io lo ringrazierò sempre! Nel bene e nel male, per me è stato e rimarrà un punto di riferimento. La sua carriera politica meritava un finale diverso. Siamo in tanti ‘figli di Soffritti’”.

“La scomparsa di Roberto Soffritti crea un grande vuoto nella comunità democratica ferrarese e in tutta la città – dichiarano in una nota congiunta Nicola Minarelli, segretario provinciale del Pd, Giada Zerbini, segretaria comunale, e il Gruppo consiliare del Comune di Ferrara -. Per molti di noi Roberto non è stato solo un sindaco autorevole e un amministratore capace. È stato un punto di riferimento politico e umano, una figura che ha dedicato una parte significativa della propria vita al servizio di Ferrara, contribuendo a costruirne il presente e a immaginarne il futuro”.

“Il suo lungo impegno alla guida della città ha coinciso con una fase di profonda trasformazione e crescita – prosegue la nota -. La Ferrara che conosciamo oggi porta ancora i della sua visione: una città che ha investito principalmente sulla cultura, che ha valorizzato il proprio patrimonio storico e ambientale, che ha guardato all’innovazione senza mai rinunciare alla propria identità”.

Secondo i democratici, Soffritti “apparteneva a quella generazione di amministratori che considerava la politica prima di tutto un servizio alla comunità. Una politica caratterizzata da passione, competenza, senso delle istituzioni e responsabilità verso le generazioni future. Per questo il suo lascito va oltre le opere realizzate e gli incarichi ricoperti”.

Minarelli e i suoi hanno negli occhi “l’esempio di un modo di concepire l’impegno pubblico fondato sul dialogo, sulla serietà e sulla convinzione che le città possano migliorare attraverso il lavoro quotidiano e la partecipazione dei cittadini. Nella sua esperienza politica molti riconoscono anche le radici di quella cultura riformista, progressista e di governo che avrebbe poi trovato nel Partito Democratico il proprio punto di approdo. Una cultura politica che Roberto ha contribuito a costruire sempre al servizio di tutti, sia dei partiti di maggioranza che di quelli di opposizione, e a rappresentare con equilibrio, intelligenza e profondo amore per la sua città”.

“Con gratitudine e riconoscenza – concludono – Ferrara saluta uno dei suoi sindaci più significativi. E la comunità democratica saluta uno dei suoi uomini migliori”.

Per Paolo Calvano, capogruppo del Pd in Regione, Ferrara perde “un Sindaco che ha trasformato il volto della città, conferendo a Ferrara una visione di sviluppo e una vocazione culturale. Lo ha fatto anche grazie alla sua abilità di dialogare e costruire rapporti positivi anche con chi non condivideva le sue idee, soprattutto quando l’obiettivo era il bene della città. Porterò con me il ricordo di tanti piacevoli dialoghi sulla politica locale e , nei quali non mancava mai una battuta, e dai quali ho sempre appreso qualcosa”.

Anche da Cna giunge una nota di cordoglio per la scomparsa del “Duca Rosso”: “Roberto Soffritti ha lasciato un impatto profondo nella storia di questa città: a lui si devono scelte che ancora oggi caratterizzano Ferrara, dal restauro delle mura cittadine, al lancio di stagioni culturali di grande respiro come Ferrara Arte e Ferrara Musica, fino all’ingresso della città nel panorama nazionale come centro d’arte e cultura”.

Cna ricorda l’attenzione che Soffritti “ha sempre riservato alle componenti economiche della città e, di conseguenza, nei confronti di Cna, che rappresenta da sempre una parte fondamentale del mondo imprenditoriale cittadino”.

Anche per questo “lo ricordiamo con affetto, proprio nei giorni in cui, avvicinandoci alle celebrazioni dell’Ottantesimo, ripercorriamo momenti cruciali della nostra storia. Porgiamo quindi le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e a tutti coloro che, come noi, lo hanno stimato e gli hanno voluto bene”.

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