Soffritti. Lodi: “Per me sarà sempre il Primo Cittadino di Ferrara”

Soffritti. Lodi: “Per me sarà sempre il Primo Cittadino di Ferrara” 1

“La perdita di Roberto Soffritti mi rattrista profondamente. In qualità di uomo politico – quando la politica era caratterizzata da dialogo e non da conflitto incessante – era in grado di mantenere relazioni con tutti, al di là delle divisioni di appartenenza”.

Queste sono le parole del sindaco di Ferrara Alan Fabbri in risposta alla notizia della morte del suo predecessore, in carica dal 1983 al 1999. “È stata una persona straordinaria e un grande politico – ha aggiunto –, a cui i ferraresi si sono affezionati”.

Dalla destra si fa sentire anche il segretario provinciale della , Nicola Naomo Lodi, che afferma senza esitazioni che “per me Roberto sarà sempre il Sindaco di Ferrara: un amministratore esemplare che, durante il suo mandato e anche in seguito, ha mostrato un autentico e costante affetto per il territorio e per la sua popolazione”.

Il presidente del consiglio comunale, Federico Soffritti di Fratelli d’Italia, dichiara che “dal mio ruolo istituzionale, e ancor prima come cittadino ferrarese, sento l’obbligo di rendere omaggio a una figura che ha lasciato un segno nella storia della nostra comunità”.

​Secondo il suo omonimo, “Roberto è stato un uomo che ha dedicato la sua vita alla nostra città con passione, determinazione e un profondo rispetto per le istituzioni che oggi rappresento. ​Oggi Ferrara perde un elemento significativo della sua storia e un uomo che, al di là delle ideologie, ha amato intensamente questa terra, la sua terra”.

​Per Forza Italia, con la scomparsa di Roberto Soffritti “perdiamo un protagonista di un’epoca in cui il dialogo per il bene della città prevaleva su ogni forma di militanza; di quel periodo, e di tutto ciò che è stato realizzato grazie alla cooperazione tra il governo locale e quello , è importante ricordare non solo il restauro delle mura e la stagione di Claudio Abbado al Comunale, ma anche la tutela degli economici, agricoli e industriali del capoluogo e della provincia: tutti aspetti che allora, come oggi, devono rimanere elementi di unità e non di divisione tra le forze politiche”.

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