Verifiche sulla Tari, il Comune interviene: “Prima di applicare sanzioni, si consenta ai cittadini di mettersi in regola”
Il tema degli accertamenti Tari relativi ai riallineamenti delle superfici catastali giunge in Consiglio comunale a Ferrara tramite un’interrogazione presentata dal Gruppo consiliare La Comune di Ferrara.
Al centro della problematica, gli avvisi inviati negli ultimi mesi a numerosi cittadini di Ferrara, spesso accompagnati da sanzioni e interessi, per le discrepanze tra la superficie dichiarata anni fa e quella risultante oggi dai dati catastali aggiornati.
Nella comunicazione diffusa alla stampa, La Comune di Ferrara evidenzia come “il problema non risieda nel principio di aggiornare i dati, ma nel metodo”, mettendo in luce le criticità segnalate da molti contribuenti. Secondo il gruppo consiliare, infatti, diversi cittadini “hanno ricevuto direttamente un accertamento con sanzioni, senza aver prima ricevuto alcuna comunicazione preventiva o invito a verificare e regolarizzare la propria posizione”.
L’interrogazione trae origine dal nuovo Regolamento comunale per la disciplina della Tariffa Rifiuti Corrispettiva, approvato dal Consiglio comunale il 24 giugno 2025. Nell’ambito dell’applicazione delle nuove norme sarebbero infatti in corso attività di verifica e riallineamento delle superfici soggette a tariffa attraverso il confronto con i dati catastali.
Secondo quanto riportato nella nota, molte delle dichiarazioni Tari contestate risalgono a decenni fa, “spesso agli anni ’90 o anche prima”, quando “le dichiarazioni venivano redatte manualmente e il riferimento catastale non era espresso in metri quadrati come oggi, ma in vani”. Da qui la richiesta di maggiore gradualità e di strumenti che permettano ai cittadini di regolarizzare spontaneamente eventuali incongruenze.
Il gruppo guidato dalla consigliera Anna Zonari afferma che “in molti casi sarebbe stato sufficiente un avviso: ‘dai nostri dati risulta una differenza di superficie, la invitiamo a verificare ed eventualmente regolarizzare la posizione entro un termine stabilito’”. Una soluzione che, secondo La Comune, avrebbe permesso a molti contribuenti di adeguarsi senza incorrere immediatamente in sanzioni e interessi.
Nell’interrogazione vengono richiesti dati specifici all’amministrazione comunale: quanti accertamenti siano stati emessi nel 2025 e nel 2026, quante utenze siano coinvolte e se i controlli riguardino prevalentemente “posizioni storiche pregresse emerse a seguito del confronto tra dati dichiarati e superfici catastali attualmente disponibili”.
Il documento chiede inoltre se il Comune o il gestore abbiano previsto “comunicazioni preventive, avvisi bonari o inviti alla regolarizzazione spontanea” prima dell’invio degli accertamenti e se siano state effettuate “valutazioni specifiche sulle posizioni dichiarative storiche risalenti nel tempo” oppure se le verifiche siano avvenute tramite “procedure automatizzate di riallineamento delle superfici catastali”.
Tra i punti centrali dell’interrogazione vi è anche la richiesta di considerare “l’attivazione di una finestra di regolarizzazione spontanea, almeno per i casi riferiti a disallineamenti storici o meri riallineamenti catastali, senza applicazione di sanzioni o con riduzione delle stesse”.
“La Comune di Ferrara” chiarisce comunque che “l’obiettivo non è mettere in discussione i controlli né il pagamento dovuto”, ma piuttosto “richiedere equità, proporzionalità e buon senso amministrativo”. Secondo il gruppo consiliare, infatti, “quando si interviene su posizioni dichiarative risalenti a decenni fa, spesso in contesti molto diversi da quelli attuali, è ragionevole mettere i cittadini nelle condizioni di comprendere, verificare e, se necessario, regolarizzarsi prima di trovarsi direttamente di fronte a sanzioni e interessi”.
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