Versalis. Civica Anselmo: “Ferrara non può rimanere in silenzio di fronte al ridimensionamento”
Una mozione di solidarietà per le lavoratrici e i lavoratori di Versalis a Ferrara e di richiesta di intervento da parte dell’Amministrazione comunale per la salvaguardia dell’occupazione, del polo chimico e delle prospettive industriali del territorio.
A presentarla sono i consiglieri comunali Fabio Anselmo, Leonardo Fiorentini e Arianna Poli dopo che Versalis ha comunicato l’avvio di una procedura che coinvolge 30 dipendenti dello stabilimento ferrarese, corrispondente a circa il 10% della forza lavoro.
“Non ci troviamo di fronte a una semplice procedura aziendale, ma a un segnale politico e industriale di grande gravità”, afferma Fabio Anselmo. “Il sito Versalis di Ferrara è una componente fondamentale del petrolchimico, un’infrastruttura produttiva strategica per la città, per l’occupazione e per l’intero sistema industriale locale. Per questo motivo, chiediamo al Sindaco e alla Giunta di non rimanere inerti: il Comune deve esprimere ufficialmente solidarietà ai lavoratori, richiedere a Eni e Versalis garanzie concrete sulla sostituzione della forza lavoro e intervenire presso il tavolo nazionale al Ministero. Il lavoro e il futuro industriale di Ferrara non si difendono a parole, ma esigendo trasparenza, investimenti e un piano industriale credibile”.
La mozione presentata dai consiglieri della Civica Anselmo richiama anche il contesto più ampio del polo chimico ferrarese, già segnato da preoccupazioni riguardanti Yara e LyondellBasell/Basell, il ridimensionamento degli investimenti, il blocco delle assunzioni, le incertezze sulla ricerca e la possibile perdita progressiva di centralità del sito ferrarese.
“Il ministro Urso dovrebbe rinominare il suo dicastero in Ministero della decrescita infelice”, aggiunge Leonardo Fiorentini. “Si moltiplicano tavoli, protocolli e annunci, ma nei territori si registrano tagli, mancate sostituzioni, incertezze e un arretramento produttivo. Siamo di fronte a tre anni di contrazione della produzione industriale: in calo nel 2023, nel 2024 e ancora nel 2025. Anche gli ultimi dati Istat confermano che non siamo di fronte a una vera ripresa industriale, ma a un fragile rimbalzo, con il primo trimestre che rimane in calo dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Manca una politica industriale, il Governo non può limitarsi alla propaganda. A Ferrara sono necessari investimenti, ricerca, decarbonizzazione, chimica verde, sicurezza e occupazione di qualità. Non l’ennesimo accompagnamento morbido al ridimensionamento“.
“Ferrara non può essere considerata una periferia produttiva sacrificabile”, conclude Arianna Poli. “Il petrolchimico deve essere difeso non come un ricordo del passato, ma come un’infrastruttura strategica per una nuova politica industriale basata su ricerca, innovazione, sostenibilità ambientale e lavoro di qualità che possa offrire anche una speranza e una prospettiva ai giovani ferraresi”.
Nella mozione si richiede al sindaco e alla giunta di intervenire presso il tavolo nazionale al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, verificando il rispetto degli impegni assunti nel 2025 riguardo alla continuità produttiva e occupazionale dei siti di Ferrara, Ravenna e Mantova. Secondo le ricostruzioni sindacali, infatti, il protocollo firmato nel marzo 2025 avrebbe garantito continuità produttiva e occupazionale per quei siti, rimasti esclusi dalla chiusura dei cracking di Priolo e Brindisi.
Il testo impegna inoltre l’Amministrazione a richiedere a Eni-Versalis un piano industriale specifico per Ferrara, con indicazioni dettagliate su investimenti, volumi produttivi, prospettive occupazionali, ricambio generazionale, ricerca, manutenzioni, sicurezza, innovazione tecnologica e traiettorie di decarbonizzazione.
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