12 milioni per Pillar, la startup che converte i cantieri in centri di monitoraggio digitali.
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Gabriel Guinea Montalvo, Paolo Tarsia Incuria e Lorenzo Demaio, i founder di Pillar.
Il comparto edilizio, uno dei più antichi e ampi a livello globale, è storicamente visto come un gigante che fatica a digitalizzarsi. Tuttavia, una startup italiana, Pillar, sta trasformando radicalmente questo scenario, grazie a un’iniezione di capitali (e fiducia): un round seed da 12 milioni di euro.
L’operazione è condotta da Earlybird Venture Capital e Base10 Partners, con la partecipazione strategica di Italian Founders Fund (IFF). Questo investimento rappresenta un momento favorevole per l’ecosistema delle startup italiane, sempre più attraente per i capitali esteri.
“Earlybird e Base10 hanno deciso di guidare un Seed da 12 milioni di euro perché sono convinti che un sistema operativo per l’edilizia non esista ancora – afferma a Italian Tech Gabriel Guinea Montalvo, CEO & Co-Founder di Pillar -. E hanno ragione: il settore più grande al mondo opera ancora su informazioni disperse, processi manuali e una visibilità reale su costi, cantieri e priorità praticamente assente. Non si tratta di un problema di adozione tecnologica, ma di un vuoto strutturale che nessuno ha ancora affrontato. Pillar è stata creata per colmarlo: partendo dal back office di ogni azienda, e costruendo da lì un ecosistema che connette l’intera filiera”.
Un software personalizzato per le aziende edili
“Se si chiede a chi gestisce un cantiere quale margine rimane su un progetto, nella maggior parte dei casi non lo sa con certezza,” continua Guinea Montalvo. “L’imprenditore edile è sopraffatto da mille attività che si svolgono in parallelo — contabilità, Excel, email, messaggi, pratiche, SAL, subappalti…
I dati esistono, ma sono disordinati e illeggibili. E quando non riesci a interpretare i dati, sorgono i problemi: ritardi, pagamenti che sfuggono, margini che si assottigliano senza che nessuno se ne accorga in tempo. Pillar integra tutte queste fonti e fornisce una visione unica su costi, pagamenti, materiali, personale, avanzamento e priorità in tempo reale. I grandi contractor ottengono maggiore controllo e rapidità decisionale. Subappaltatori e artigiani smettono di cercare documenti, accelerano la burocrazia e comprendono finalmente quando e quanto vengono remunerati. Non è necessario apprendere nuovi processi: i dati entrano nel sistema nel modo in cui le persone già operano. E da quel punto, l’intera filiera inizia a funzionare in modo più interconnesso.”
Il settore edile è caratterizzato da una frammentazione, operazioni manuali e una visibilità sui processi spesso assente. Domande cruciali riguardo risorse finanziarie, assegnazione dei compiti e tempistiche rimangono frequentemente senza risposta. I fondatori di Pillar – Gabriel Guinea Montalvo, Paolo Tarsia Incuria e Lorenzo Demaio – hanno vissuto in prima persona questo divario tra la complessità della gestione economica in edilizia e il potenziale delle tecnologie fintech, decidendo di creare un software personalizzato per le aziende del settore. La startup propone una soluzione che definisce una sala di controllo in tempo reale per i contractor. Supportata dall’intelligenza artificiale, la piattaforma di Pillar automatizza l’intero back office, dalla creazione di preventivi al monitoraggio dei margini, dalla gestione del personale alla reportistica finanziaria.
Crescita e obiettivi per Pillar
Fondata nel 2025, Pillar è già un caso esemplare. In meno di un anno dal lancio, la startup conta oltre 400 clienti attivi, ha gestito più di 460.000 fatture e 5.700 cantieri sulla sua piattaforma. “Siamo entrati nel mercato in meno di 5 mesi. Nei 5 mesi successivi abbiamo superato i 500 clienti e €1M di fatturato, aggiungendo quasi 100 aziende al mese. Per noi è una conferma, non un traguardo. Ora utilizziamo questo capitale per realizzare tre obiettivi: consolidare la leadership in Italia, espanderci in Europa e America Latina dove il settore è frammentato tanto quanto qui e continuare a sviluppare l’ecosistema Pillar. Contractor, artigiani, privati che ristrutturano casa: l’intento è che Pillar diventi il sistema operativo su cui si basa l’intera filiera. Non un altro gestionale. Un’infrastruttura.”
L’obiettivo finale di Pillar è diventare il livello su cui ogni azienda del settore si appoggia per gestire denaro, persone e progetti. L’azienda mira a raggiungere 5.000 clienti attivi entro il 2027 e un team di 120 persone, dimostrando fiducia nel suo modello e nel futuro digitale dell’edilizia. In soli otto mesi dal lancio pubblico, Pillar ha già raccolto 15,2 milioni di euro.
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