Nuove restrizioni sul telemarketing: annullati i contratti per luce e gas in caso di telefonate irregolari.
Leggi in app
Il 8 aprile scorso, il Senato ha dato il via libera al disegno di legge 1857, trasformando in legge il Decreto bollette, il quale introduce contributi per l’energia e si concentra anche sulla protezione dei consumatori, annullando i contratti stipulati attraverso chiamate o messaggi commerciali non richiesti dal consumatore.
Un ulteriore freno al telemarketing invasivo è rappresentato dal comma 5bis dell’articolo 51 del Codice del consumo, voluto dal legislatore, che introduce misure protettive aggiuntive per gli utenti, arrivando a dichiarare nulli i contratti stipulati in violazione delle nuove disposizioni e conferendo all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) un potere più immediato.
Le nuove disposizioni del Codice del consumo
Le disposizioni introdotte nel comma 5bis dell’articolo 51 vietano le chiamate commerciali non richieste per luce e gas. Questo implica che nessun operatore può contattare un consumatore a meno che quest’ultimo non sia già cliente o non abbia fornito il proprio consenso esplicito.
Inoltre, le chiamate commerciali devono provenire da un numero di telefono identificabile e unico. In mancanza di tali requisiti, l’attivazione di un contratto per la fornitura di luce o gas è considerata nulla e il consumatore non è obbligato a pagare penali o a fornire alcuna prova. L’onere della prova, infatti, spetta interamente all’operatore che deve dimostrare la validità del contratto.
In aggiunta, l’AGCOM può disattivare i numeri di telefono dei call center non autorizzati.
Come denunciare gli abusi all’AGCOM
Il consumatore che desidera segnalare abusi all’AGCOM deve fornire una prova del contatto, che può essere uno screenshot del registro delle chiamate, di un sms o di un messaggio istantaneo, oppure una registrazione vocale della telefonata.
È importante anche specificare di non essere clienti dell’operatore che ha effettuato la chiamata né di aver dato il consenso a ricevere telefonate commerciali.
Deve inoltre essere indicato il numero da cui è partita la telefonata; in questo caso, è rilevante che si tratti di un numero anonimo, estero o non raggiungibile.
Questi dati devono essere inviati tramite il portale Segnalazioni dell’AGCOM e, chi necessita di assistenza, può contattare un’associazione di consumatori.
Le segnalazioni sono limitate però ai contratti energetici, anche se esperti del settore avrebbero auspicato di estendere tali norme a tutti i settori.
La difficile battaglia contro le telefonate invasive
Contrastare il fenomeno dei call center invadenti è una sfida complessa. Nel 2024, la Spagna ha proposto una misura apparentemente semplice, ovvero vietare la conclusione di un contratto via telefono.
In particolare, un contratto non può essere firmato se non presso un punto vendita fisico, declassando le telefonate commerciali a semplici contatti con il potenziale cliente. Un deterrente piuttosto che una soluzione definitiva.
Tuttavia, il dibattito che ne è scaturito non è mai stato tradotto in legge per vari motivi, non ultimo un possibile conflitto con le normative europee sulla libera concorrenza.
Negli Stati Uniti, stanno emergendo standard per le telecomunicazioni che bloccano le chiamate effettuate da numeri non registrati e quindi formalmente inesistenti. I risultati sono incoraggianti, ma è necessaria la collaborazione degli operatori telefonici e la loro disponibilità a investire tempo e risorse.
I commenti sono chiusi.