Caso Fakir: Fabio Anselmo designato avvocato della famiglia del 34enne.
Nel pomeriggio di lunedì 20 luglio, a sole ventiquattro ore dalla scomparsa di Abderrahim Fakir durante un’operazione di polizia nel quartiere Pilastro di Bologna, è stata ufficializzata la nomina dell’avvocato Fabio Anselmo come legale della famiglia del 34enne.
“Non avevo alcun desiderio di tornare a trattare tragedie simili. Mi auguro solo di non dover rivivere situazioni già vissute in passato“, ha dichiarato Anselmo, già avvocato delle famiglie Aldrovandi, Cucchi e Magherini.
La situazione – come riportato dall’Ansa – ha inizio nella tarda mattinata di domenica, quando alcuni abitanti del Pilastro avvertono le forze dell’ordine riguardo la presenza di un uomo in evidente stato di agitazione all’interno di un garage di via Svevo. Si tratta di Abderrahim Fakir, proprietario di un’azienda di facchinaggio, giunto nel quartiere per visitare alcuni familiari.
Sul luogo intervengono una pattuglia della polizia e un’ambulanza del 118. Stando a quanto ricostruito fino a questo momento, gli agenti tentano inizialmente di tranquillizzare il 34enne, il quale però reagisce violentemente e colpisce con dei calci l’auto di servizio.
A quel punto, gli operatori avrebbero fatto uso prima dello spray urticante e successivamente immobilizzato Fakir a terra, trattenendogli i polsi dietro la schiena e cercando di ammanettarlo.
Le fasi del fermo sono state catturate in un video registrato da un residente affacciato alla finestra della propria abitazione e costituiscono uno degli elementi al vaglio degli inquirenti.
Per fare piena luce sulle circostanze e sulle cause del decesso, come riportato dall’Ansa, la Procura di Bologna – sotto la direzione del procuratore capo Paolo Guido – ha avviato un procedimento iscrivendolo nel registro “modello 45 bis”, previsto per i casi in cui si attribuiscono fatti di reato commessi in presenza di una possibile causa di giustificazione. L’iscrizione riguarda “quanti hanno preso parte alle diverse fasi del prolungato intervento” di domenica mattina in via Svevo.
Il procedimento è stato aperto con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, anche in vista degli accertamenti tecnici che saranno disposti, a partire dall’autopsia.
Attualmente non risultano indagati in senso formale: i nominativi sono stati inseriti nel nuovo registro separato delle annotazioni preliminari, introdotto dalla recente riforma, senza che ciò comporti automaticamente l’attribuzione dello status di indagato. Si tratterebbe della prima applicazione di questa nuova procedura.
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