Donna morta in stazione: eseguita l’autopsia, ora i test tossicologici e l’analisi del Dna

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È stata eseguita ieri (8 settembre), nel tardo pomeriggio, l’autopsia sul corpo della donna trovata morta venerdì 4 settembre nella zona della stazione ferroviaria di .

Ad eseguirla, su mandato del pubblico ministero Barbara Cavallo, la dottoressa Silvia Boni, medico legale. In questi giorni saranno anche eseguiti gli esami tossicologici, dalla dottoressa Francesca Righini, e quelli del Dna, dal dottor Minarelli.

Gli esami, annunciati nei giorni scorsi, tenteranno di fare luce sulle cause della morte di Maria Ratti Gorete, 45enne originaria del Brasile che aveva anche la cittadinanza italiana ed era arrivata in città da pochi mesi, proveniente da fuori provincia.

Il corpo della donna era stato trovato da un operaio intorno alle 10.30 di mattina del 4 settembre, nella zona retrostante il parcheggio a pagamento di via San Giacomo, in un’area interdetta al personale non autorizzato. Si trovava in prossimità di un respingente, in una zona della stazione dove sono presenti aree utilizzate per bivacchi e che pare interessata anche da fenomeni di prostituzione.

Secondo le prime informazioni, la donna avrebbe vissuto di espedienti e l’area della stazione in cui è stata trovata sarebbe stata, fin dal suo arrivo a Ferrara, il luogo che frequentava e nel quale avrebbe trovato riparo.

Dall’analisi dell’area gli investigatori starebbero valutando diverse ipotesi, anche se sul corpo, almeno a una prima valutazione, non sarebbero stati riscontrati evidenti di violenza.

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