Emergenza lupi in Abruzzo, l’Enpa lancia un monito: “Aumento delle azioni illecite contro la fauna selvatica”
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Wild Spirit (Unsplash)
Si aggrava il conteggio della moria di lupi nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, dove nuovi ritrovamenti hanno portato a 18 esemplari deceduti in pochi giorni, insieme a tre volpi e una poiana. Dopo i primi dieci lupi scoperti tra Alfedena e Pescasseroli, altri otto sono stati rinvenuti privi di vita tra Pescasseroli, Bisegna e Barrea, in un’area che sembra essere colpita da episodi ripetuti e diffusi.
Secondo Enpa, la presenza simultanea di più specie decedute negli stessi contesti rafforza il sospetto di avvelenamento, nonostante in alcuni casi non siano stati trovati bocconi avvelenati. “Non è più possibile considerare questi eventi come isolati: ci troviamo di fronte a un’escalation criminale contro la fauna selvatica”, afferma l’associazione.
Federico Di Dio (Unsplash)
“Situazione fuori controllo”
Le operazioni di monitoraggio, supportate da cani antiveleno e in coordinamento con la Procura di Sulmona, sono in corso per verificare le cause delle morti e identificare eventuali colpevoli. Nel frattempo, Enpa sottolinea che emerge “una situazione fuori controllo” in uno dei territori simbolo della salvaguardia della biodiversità in Italia e in Europa.
L’associazione rinnova quindi la richiesta a Ispra di ritirare il piano che prevede fino a 160 lupi abbattibili ogni anno in Italia. “Numeri ormai privi di significato di fronte a una strage in atto. Non si può pianificare abbattimenti mentre il territorio restituisce carcasse”.
Intervento del Cufaa
“Considero orrenda e grave l’uccisione di 18 esemplari di lupi e di altri animali selvatici nel Parco d’Abruzzo. Ho richiesto al comando unità forestali, ambientali e agroalimentari (Cufaa) di intensificare i controlli sul territorio per identificare nel più breve tempo possibile i responsabili dell’accaduto”, afferma il ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto. “Il mio ministero è particolarmente attento e sensibile alla protezione e alla salvaguardia di una specie animale così cruciale per l’equilibrio del nostro ecosistema. Manteniamo alta l’attenzione per evitare che queste ignobili azioni vanifichino gli sforzi compiuti affinché la popolazione di questa preziosa specie raggiungesse un numero tale da consentirne il passaggio da specialmente protetta a protetta”, aggiunge Pichetto.
Paolo Silvestri (Unsplash)
“Vergogna nazionale”
“Si tratta della pagina più triste del nostro Paese e una vergogna nazionale”, afferma Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, “che compromette anche il lavoro di tutela e conservazione della biodiversità portato avanti in questi anni con impegno, rigore scientifico e passione dal parco nazionale tra i più antichi d’Italia. Il governo deve uscire dal suo silenzio, invece di alimentare un sentimento e politiche anti-lupo e anziché perdere tempo con la calendarizzazione in parlamento di disegni di legge come il 1552, che peggiorano la tutela della fauna e degli animali selvatici, si mobiliti a sostegno della protezione di questa specie protetta e si confronti e dia supporto al parco nazionale”.
Le esche avvelenate
“La giustizia fai da te e l’uso delle esche avvelenate, che è al momento l’ipotesi più probabile per la morte dei vari esemplari”, continua Ciafani, “è un atto vile e da codardi, che danneggia la biodiversità ma anche la sicurezza dell’intero territorio e di un parco che vanta oltre cent’anni di storia in difesa della natura. Oggi è toccato ai lupi, e in pochi giorni, anche ad altre specie come volpi e rapaci, domani potrebbe toccare all’orso bruno marsicano”, conclude il presidente.
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