Una nave da crociera recupera i corpi di cinque migranti. Nel Mediterraneo si registra il numero più elevato di vittime dal 2014.
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Una lancia di salvataggio che si immerge in mare, recupera un corpo disperso tra le onde, lo avvolge rapidamente come può, e poi fa ritorno verso la nave madre. Tuttavia, non si tratta di una delle imbarcazioni della flotta civile che continuano a sorvegliare il Mediterraneo nonostante i divieti e i blocchi. È stata la Princess Sapphire, una nave da crociera imponente e lussuosa in grado di accogliere fino a tremila persone, a fermarsi per recuperare e trasportare a terra le salme di cinque migranti, avvistati uno dopo l’altro tra le onde al largo di Cabo los Palos.
I giubbotti di segnalazione
Inizialmente, dal ponte era stata notata solo una macchia arancione. Chi naviga sa bene che quel colore è tipico dei giubbotti di segnalazione, che indicano la presenza di un naufrago in difficoltà. Per questo motivo, il comandante ha deciso di fermare la nave e ha ordinato di lanciare in acqua il gommone di soccorso. Tuttavia, a 140 miglia dalla costa spagnola, non c’era più nessuno da salvare, solo corpi da recuperare per garantire loro una sepoltura dignitosa.
I cinque corpi
L’equipaggio ha recuperato cinque corpi, mentre il capitano, con un messaggio a bordo, spiegava ai passeggeri il motivo di quella sosta in mare che è durata oltre tre ore. “Purtroppo abbiamo trovato dei corpi senza vita, non si tratta di passeggeri o membri dell’equipaggio”, ha comunicato mentre alcuni passeggeri si accalcavano sulle murate per assistere alle operazioni. “Ho effettuato più di sessanta crociere nella mia vita, non mi era mai capitata una situazione simile”, ha dichiarato un passeggero alla stampa britannica, confermando un dato: mai come quest’anno nel Mediterraneo si muore.
Nel Mediterraneo mortalità aumentata
Secondo gli ultimi dati dell’Oim, sebbene le partenze su tutte le rotte siano diminuite, la mortalità è aumentata. Da gennaio a marzo, oltre 1.022 persone hanno perso la vita nel tentativo di attraversare il mare. Altre 180 vittime sono state registrate solo nella prima settimana di aprile. Si tratta di numeri necessariamente approssimativi per difetto. Di molti naufragi si ha notizia solo quando vengono rinvenute imbarcazioni vuote, capovolte o alla deriva, o quando qualcuno si ferma a recuperare tra le onde i corpi che galleggiano. E persino ricostruire l’identità di queste persone è spesso un compito arduo.
Il barchino alla deriva
Tuttavia, per i cinque che la Princess Sapphire ha accompagnato a Cartagena, potrebbe essere possibile. Una delle ipotesi è che fossero a bordo del barchino trovato lunedì alla deriva al largo di Cartagena. A bordo, gli uomini della Guardia costiera che lo hanno soccorso hanno rinvenuto tre cadaveri e due uomini in condizioni critiche, dopo giorni senza né cibo né acqua. Hanno raccontato di essere partiti in diciotto dall’Algeria giorni prima. Forse a causa di un guasto al motore, o per maltempo, poco dopo la partenza hanno perso la rotta, ma erano troppo provati e confusi per riuscire a spiegare con precisione quanto tempo siano rimasti in balia delle onde. Oggi, però, potrebbero essere loro a dare un nome agli ennesimi naufraghi sconosciuti portati a terra.
Sebbene gli arrivi in Europa siano diminuiti, la mortalità nel Mediterraneo continua a crescere. Infatti, secondo i dati dell’Oim, dal 2014 nei primi mesi dell’anno non è mai stata così alta. “La capacità di ricerca e soccorso rimane insufficiente – si legge in una nota dell’agenzia Onu – chiediamo un potenziamento degli sforzi per salvare vite in mare, insieme all’apertura di canali sicuri e regolari”.
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