Normativa sulla sicurezza 2026: quali sono le disposizioni previste
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Il decreto sulla sicurezza, dopo l’approvazione del Senato e il consenso in aula alla Camera riguardo alla fiducia richiesta dal governo (il voto finale è previsto entro venerdì), è stato adottato dall’esecutivo il 5 febbraio e firmato dal presidente del Italia 19 giorni dopo.
Dopo giorni di forte tensione sulla disposizione che prevede un incentivo per gli avvocati per i rimpatri dei migranti, la maggioranza ha confermato il provvedimento nella sua forma originale con il primo voto alla Camera. Il correttivo, elaborato in seguito ai rilievi del Quirinale, dovrà essere presentato contestualmente alla conversione in legge: nella tarda mattinata di venerdì, quando è atteso il voto finale, il Consiglio dei ministri si riunirà nella sala del governo a Montecitorio, per approvare un nuovo decreto che modificherà l’articolo sui rimpatri.
Il decreto è composto da 33 articoli e include misure per combattere la criminalità, (in particolare quella giovanile o a carico di minori coinvolti in accattonaggio); pene più severe per manifestazioni e cortei; disposizioni riguardanti gli organici e le tutele delle forze dell’ordine e ulteriori norme sulla gestione dell’immigrazione.
Lotta ai maranza
Nel dettaglio, l’articolo 1 si occupa della lotta ai “maranza” e introduce il divieto di possesso e vendita di coltelli, con una deroga – richiesta e aggiunta dal centrodestra al Senato – riguardante le tipologie di coltelli che possono essere portati anche senza una giustificazione valida.
Stretta sui cortei e fermo preventivo
Tra gli articoli più contestati dal centrosinistra, figura la “stretta” su manifestazioni e occupazioni: per le prime viene introdotto il fermo preventivo fino a 12 ore, attivato per impedire che una persona, ritenuta pericolosa, possa partecipare a una manifestazione. Per quanto riguarda le occupazioni di immobili, sono previste sanzioni fino a 7 anni e fino a 6 anni per chi blocca strade e ferrovie.
Scudo penale
Un’altra novità è il cosiddetto scudo penale inizialmente previsto per le forze dell’ordine, e successivamente esteso a tutti coloro che, se commettono un reato con una causa di giustificazione, vengono iscritti in un registro di indagati separato.
Premio agli avvocati per i rimpatri dei migranti
Frutto di un emendamento concordato dalla maggioranza e presentato a marzo è quello sui rimpatri volontari che ha suscitato numerose polemiche. La novità – approvata con il primo via libera del Senato – prevede che il Consiglio nazionale forense sia coinvolto nel sistema di incentivi che premia l’avvocato che assiste il rimpatrio volontario di un migrante. Al legale spetterebbe un contributo di 615 euro, da erogare solo a rimpatrio avvenuto.
Il provvedimento interviene anche sui mandati dei vertici delle forze dell’ordine, con due emendamenti aggiunti durante il percorso legislativo dalla maggioranza. Uno proroga fino al 31 dicembre l’incarico del comandante della finanza Andrea De Gennaro; l’altro estende a 2 anni il mandato del vicecomandante dei carabinieri, allineandolo ad altri corpi.
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