Flottiglia, prolungamento della detenzione per due giorni per gli attivisti arrestati. In arrivo in Italia alcuni dei fermati.

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Thiago Avila e Saif Abukashek, i due membri del consiglio della Global Sumud Flotilla arrestati durante l’operazione della Marina israeliana e trasferiti ad Ashkelon, a differenza degli altri 173, liberati in Grecia, dovranno rimanere nel carcere di Shika in Israele per almeno altri due giorni.

Provati e affaticati, dopo giorni di sciopero della fame per protestare contro le violenze e gli abusi subiti, i due sono comparsi in aula indossando la divisa marrone dei detenuti. Sul volto, Avila mostrava i delle percosse ricevute, su cui già ieri il personale consolare brasiliano, riuscito a incontrarlo in carcere, aveva lanciato l’allerta.

Sui polsi dello spagnolo-palestinese Saif Abukashek, invece, erano ancora visibili i segni delle fascette con cui gli erano stati legati i polsi per quasi due giorni. Gli avvocati della ong Adalah, che li assistono, hanno definito questo un “trattamento disumano”, sollevando la questione durante l’udienza, ma il tribunale non ha preso provvedimenti.

Accuse di terrorismo contro i due attivisti

Il giudice del tribunale locale ha parzialmente accolto la richiesta dell’avvocato dello Stato, che aveva chiesto per entrambi un ulteriore prolungamento della detenzione di quattro giorni, sospettandoli di “assistenza al nemico in tempo di guerra, contatti con agenti stranieri, fornitura di servizi e trasferimento di beni per conto di un’organizzazione terroristica”. Non si tratta di un’accusa formale, ma di ipotesi di reato “sotto indagine” che in Israele consente il prolungamento della detenzione.

La reazione di Spagna e Brasile: “azione illegittima”

Gli avvocati di Adalah, che assistono i due attivisti, hanno inutilmente contestato la mancanza di una base legale per la detenzione, sottolineando che Avila e Abukashek sono stati catturati in acque internazionali di competenza europea. Questa sentenza rischia di inasprire ulteriormente i rapporti con Spagna e Brasile, che nei giorni scorsi avevano già emesso una nota congiunta condannando “il rapimento dei nostri connazionali in acque internazionali”. L’operazione, la cattura e la deportazione in Israele di Avila e Abukashek – si leggeva – sono “azioni chiaramente illegali, al di fuori della loro giurisdizione, che rappresentano un affronto al diritto internazionale, soggette a giudizio dinanzi ai tribunali internazionali e configurabili come reato penale secondo le nostre rispettive giurisdizioni”. Concetti ribaditi ieri dal ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares , che ha richiesto il rilascio immediato di Saif Abukashek, cittadino spagnolo da oltre vent’anni, arrestato in acque internazionali con un’operazione “completamente illegale” e “inaccettabile”, “al di fuori di qualsiasi giurisdizione”.

Petizioni e richieste di liberazione

In Italia, per la liberazione dei due attivisti, è stato presentato un esposto urgente alla procura di , e in Europa è stato avviato un ricorso urgente alla Corte europea per i diritti dell’uomo, mentre a livello globale è iniziata una raccolta firme che in poche ore ha già raggiunto migliaia di sottoscrizioni. Anche Greta Thunberg ha lanciato un appello per loro, avendo in passato partecipato a missioni con le flotille che hanno tentato di raggiungere la Striscia, ma ha scelto di disertare l’ultima spedizione per continuare il suo lavoro a terra.

Flotilla per Gaza, Greta Thunberg: “Liberate gli attivisti Abukeshek e Avila arrestati da Israele”

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In Italia alcuni degli attivisti bloccati e rilasciati

“Ciò che è accaduto di fronte alle coste greche non è un atto di pirateria, ma la diretta conseguenza del sostegno dei governi europei al regime israeliano. Il blocco navale imposto su Gaza si è esteso a tutto il Mediterraneo fino alle nostre coste”, ha dichiarato nella notte Tony La Piccirella, membro del comitato direttivo, anch’egli arrestato durante l’operazione israeliana insieme ad altri 175 attivisti e rimasto per quaranta ore in isolamento su una nave militare israeliana. Insieme ad altri attivisti, tra cui diversi italiani, La Piccirella sta rientrando in Italia “per testimoniare gli abusi subiti e l’azione completamente illegale che è stata perpetrata”, mentre in Grecia il resto della Flotilla sta approfittando delle condizioni meteorologiche avverse per riparare le barche e prepararsi a ripartire.

La Flotilla si prepara a ripartire

Alcune delle imbarcazioni sequestrate dalla Marina israeliana e lasciate alla deriva dopo la cattura dell’equipaggio sono state recuperate. Tutte presentano danni, la maggior parte ha vele strappate e cime spezzate, ma alcune dispongono ancora di motori funzionanti, quindi, con un notevole lavoro, potrebbero tornare in mare a breve. Se le condizioni meteorologiche lo permetteranno, tra tre-quattro giorni la flotta potrebbe ripartire. “Se fino a qualche giorno fa avevamo due milioni di motivi, tanti quanti i cittadini di Gaza, per raggiungere la Striscia, oggi – affermano a bordo, pensando ai due attivisti detenuti – ne abbiamo due in più”.

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