La balena Timmy è stata salvata: dopo un mese di arenamento, è stata restituita all’Atlantico.

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Ciò che sembrava impossibile è diventato realtà: Timmy è viva e nuota libera verso l’oceano Atlantico. Solo il tempo, insieme a un dispositivo di tracciamento, potrà dirci se quello che è stato realizzato rappresenta il più grande e complesso salvataggio di una balena nella storia, se avrà avuto successo o meno, e se il cetaceo sarà in grado di sopravvivere.

Per oltre un mese, questa megattera di circa dieci metri è rimasta intrappolata, dopo essersi smarrita, nelle acque poco profonde del mare di Poel, nel Mar Baltico a nord della Germania, bloccata tra banchi di sabbia, malata e probabilmente con pezzi di reti da pesca all’interno. Le sue condizioni erano così critiche, così come la situazione in cui si trovava, che esperti e biologi avevano dichiarato l’impossibilità di salvarla, suggerendo di lasciarla al suo destino.

Tuttavia, un intero Paese, la Germania, non ha voluto arrendersi: la balena Timmy – conosciuta anche come Hope – è diventata un simbolo di luce e speranza in questi tempi difficili, soprattutto per un’umanità che oggi si trova a fronteggiare crisi climatiche e conflitti, a cui è stata offerta l’opportunità di inviare un messaggio di redenzione.

Giorno dopo giorno, attraverso dirette streaming seguite da milioni di cittadini, la complessa vicenda di Timmy ha appassionato così tanto i tedeschi da trasformarsi in una missione da portare a termine a tutti i costi. Sono intervenuti sciamani desiderosi di comunicare con lei, esperti dalle Hawaii e biologi provenienti da tutto il mondo. Inoltre, ci sono state denunce contro i politici accusati di essere troppo lenti nelle decisioni, tensioni tra i partiti e truffe legate alle donazioni: è successo di tutto da quando, il 23 marzo, la megattera di 10 tonnellate è rimasta bloccata nella baia.

Solo dopo l’ennesimo abbandono di possibili piani di salvataggio, le autorità locali hanno ceduto, concedendo l’ok e le autorizzazioni necessarie a un gruppo privato guidato da due milionari tedeschi pronti a salvare la balena “a qualsiasi costo”. Tuttavia, per un paio di settimane, a causa delle condizioni precarie dell’animale – costantemente bagnato da pompe e ricoperto di pomate di zinco – oltre al maltempo e al livello dell’acqua troppo basso, ogni piano di salvataggio è stato rinviato.

Poi è arrivata la svolta: una nuova operazione basata su una chiatta in grado di trasportare Timmy come se fosse adagiata in una piscina a mezz’acqua. La nave è partita all’improvviso non appena è stato dato il via libera tra istituzioni e privati. A quel punto è iniziata una missione che ha visto alternarsi natanti e rimorchiatori dai nomi curiosi, come “Robin Hood” e “Fortuna B”, mezzi che avevano il compito – sempre con l’assistenza di veterinari e biologi – di scortare la balena verso nord fino a raggiungere le acque al largo della Danimarca e rilasciare l’animale nell’Atlantico.

Tra onde e traffico marittimo intenso, dopo quasi due giorni di navigazione, i mezzi sono riusciti nell’intento: questo sabato, dopo alcuni tentennamenti, la balena è uscita dalla chiatta in pieno oceano e ha iniziato a nuotare. Anche se a fasi alterne il sistema di tracciamento installato sull’animale tramite un tag ha funzionato: dalle prime informazioni, l’animale ha seguito una rotta verso nord dove, si spera, potrebbe incontrare un gruppo di megattere. Le probabilità di sopravvivenza sono basse, come avevano avvertito fin dall’inizio gli esperti, ma a questo punto non sono più “nulle” come quelle stabilite mentre Timmy era arenata in acque tedesche.

Ora saranno realizzati memoriali di questa impresa nella baia di Poel e Timmy è già diventata una celebrità : la gente, quando è stato annunciato il suo rilascio nell’Atlantico, ha pianto. Tra i tedeschi c’è chi si è già tatuato la balena come simbolo, chi ha promosso dolci a forma di megattera o ha composto canzoni in suo onore: la sua storia, qualunque sia il suo epilogo, sarà ricordata a lungo. Nel frattempo, però, in attesa di scoprire dai localizzatori se il nuovo viaggio della megattera avrà successo, c’è un altro caso che richiede l’intervento di quegli esseri umani spesso responsabili in negativo della sorte degli animali: in , una focena è finita per errore e si è persa nel fiume Kyrönjoki. Salvare questo animale, in quell’acqua dolce, è un’altra corsa contro il tempo: la lezione di Timmy ci insegna che, se lo desideriamo, talvolta l’impossibile può diventare realtà.

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