Comicon 2026: il fumetto d’autore si impone con Francesca Ghermandi e Deniz Camp

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Il fumetto ha sempre rappresentato qualcosa di più dell’intrattenimento, fungendo da sismografo estremamente sensibile delle nostre trasformazioni culturali, un linguaggio in cui la sperimentazione visiva si intreccia con l’urgenza narrativa. La ventiseiesima edizione del Comicon di lo dimostra, posizionandosi come un punto di incontro essenziale tra le origini dell’underground e le nuove frontiere globali del graphic novel. In un periodo che rischia di omologare l’immaginario, il Palmarès 2026 decide di premiare l’irregolarità, il sogno e la visione autoriale. È il trionfo di un’attitudine profondamente indipendente, rappresentata da una fuoriclasse come Francesca Ghermandi e da realtà editoriali di pura ricerca come Canicola, capaci di portare avanti quell’eredità esplosiva e mai domata che ha contraddistinto la storia del nostro fumetto, seguendo il percorso tracciato da maestri imprescindibili come Andrea Pazienza. Proprio a Pazienza, non a caso, è attualmente dedicata una grande mostra al MAXXI di , un evento straordinario che celebriamo anche noi in edicola, con Robinson, il nostro settimanale culturale in uscita domani domenica 3 maggio e disponibile fino a venerdì prossimo, con una copertina interamente a lui dedicata. Un chiaro segnale di come questa forma d’arte continui a essere, ancor prima che mercato, autentica «letteratura disegnata». Così, come accennato, è davvero gratificante una riconferma della qualità in una delle manifestazioni più significative dedicate al fumetto.

Ritornando quindi al Comicon, è importante evidenziare che la giuria ha svolto un ottimo lavoro selezionando proprio «Babbo dove sei?» di Francesca Ghermandi (Canicola Edizioni), che si aggiudica il premio miglior fumetto del Palmarès di Comicon 2026. La cerimonia di premiazione dell’International Pop Culture Festival si è tenuta sabato 2 maggio presso l’Auditorium del Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare, alla presenza della giuria presieduta dalla fumettista Gabriella Giandelli e composta dall’attore e doppiatore Alex Polidori, dalla cantante BigMama, dal saggista Raffaele Alberto Ventura e dall’attrice Caterina Guzzanti. Quest’anno, il premio speciale alla carriera è stato conferito al maestro Grzegorz Rosiński, uno dei grandi protagonisti del fumetto europeo, co-creatore della serie «Thorgal» con Jean Van Hamme e disegnatore realistico di grande eleganza pittorica.

Di seguito tutti i vincitori delle dieci categorie competitive, suddivisi tra opere italiane e internazionali. Per i Premi Micheluzzi, dedicati alle opere italiane: Miglior fumetto a «Babbo dove sei?» di Francesca Ghermandi (Canicola Edizioni); Migliore serie italiana a «Disperanza #1» di Nova, Matteo Grilli e Samuel Spano (Sergio Bonelli Editore); Migliore sceneggiatura a «Traditori di tutti» di Paolo Bacilieri (Oblomov Edizioni); Miglior disegno a «Punica Fides» di Andrea Bruno (Sputnik Press); Migliore opera prima a «Una notte da rider» di Arlen (Bao Publishing); Nuove Strade – migliore autoproduzione a «Gli animali religiosi – Volume 1» di Martino Louis.

Per i Premi Comicon, dedicati alle opere straniere e internazionali: Migliore edizione di un classico a «La mano verde e altri racconti» di Nicole Claveloux e Édith Zha, traduzione di Boris Battaglia (Eris Edizioni); Migliore graphic novel straniero a «Il nirvana è qui» di Mikael Ross, traduzione di Federica Vanin (Bao Publishing); Migliore serie straniera a «Absolute Martian Manhunter #1-3» di Deniz Camp e Javier Rodriguez, traduzione di Lorenzo Corti (Panini Comics); Giovani letture a «Furiosa» di Geoffroy Monde e Mathieu Burniat, traduzione di Stefano Andrea Cresti (Tunué); Migliore traduzione – Sophie Castille Award a «Il mio amico Kim Jong-un» di Keum Sun Gendry-Kim, traduzione di Mary Lou Emberti Gialloreti (Bao Publishing).

La selezione del premio Nuove Strade – migliore autoproduzione è stata affidata a un gruppo di lavoro composto da Kevin Scauri e Michele Ginevra per il Centro Fumetto «Andrea Pazienza» di Cremona. Anche per l’edizione 2026 è stata rinnovata la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Napoli: i trofei per le categorie «Miglior opera prima» e «Nuove Strade» saranno realizzati dalle studentesse Fortunata La Montagna e Ornella Russo del Biennio di Scultura.

Insomma, un Comicon ricco di ospiti internazionali provenienti da Giappone, Francia e Stati Uniti, con una nuova stella assoluta: Deniz Camp, a cui è stato giustamente assegnato il premio come Miglior serie straniera per il suo visionario Absolute Martian Manhunter: un fumetto non solo splendidamente illustrato da Javier Rodriguez, ma che ci aiuta a comprendere perché l’America non è più quella che amavamo ed è diventata il luogo terribile di oggi, caratterizzato da stragi continue nelle scuole e una politica estremamente aggressiva che l’ha portata rapidamente a trasformarsi da faro della democrazia a Impero del caos.

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