Tre persone a processo per subappalto irregolare e frode nei lavori di ristrutturazione del Teatro Borgatti dopo il sisma.
Cento. Scelte giuridiche diverse per i tre soggetti coinvolti nel processo con le accuse – a vario titolo – di subappalto non autorizzato e falsità materiale commessa da privato e pubblico ufficiale in relazione a certificati o autorizzazioni amministrative per i lavori di ricostruzione post-sisma del Teatro Borgatti.
Sotto processo si trovano una donna di 59 anni di Parma, un uomo di 49 anni di Ravenna e un 51enne di Bari. I primi due affronteranno l’udienza preliminare, mentre il terzo sarà giudicato con rito abbreviato: la decisione è stata presa ieri (3 giugno) mattina dal gup Marco Peraro del tribunale di Ferrara.
I fatti sarebbero accaduti tra il 12 gennaio e il 13 febbraio 2024.
Secondo l’impianto accusatorio delineato dal pm Andrea Maggioni, la 59enne – legale rappresentante temporanea di una ditta edile di Parma, appaltatrice dei lavori – avrebbe conferito in subappalto al 51enne di Bari, titolare della propria azienda, le opere di adeguamento e certificazione dell’impianto elettrico di cantiere, senza aver però ottenuto la necessaria autorizzazione dal Comune di Cento, committente dell’intervento, e in presunta violazione delle clausole contrattuali dell’appalto iniziale.
Oltre a realizzare i lavori, il 51enne avrebbe successivamente redatto l’attestazione di conformità dell’impianto. Lo stesso documento – già presentato all’Ausl di Ferrara – sarebbe stato poi alterato dal 49enne di Ravenna, legale rappresentante di una terza impresa edile, anch’egli coinvolto nell’inchiesta penale, che l’avrebbe falsificato, in modo da ingannare la pubblica fede, come riportato nel verbale delle operazioni tecniche del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Ferrara.
Parte civile nel procedimento, assistita dall’avvocato Eugenio Gallerani, è il Comune di Cento: “L’amministrazione comunale – commenta il legale – ritiene di aver subito un danno d’immagine in relazione a questa situazione, nella quale sarebbero stati realizzati lavori non autorizzati all’interno del cantiere, in violazione delle normative sulla sicurezza sul lavoro. La contestazione riguarda anche la certificazione di un impianto elettrico che, secondo l’accusa, non era ancora regolarmente certificato, oltre alla presunta violazione della normativa che vieta il ricorso a subappalti non autorizzati in anticipo”.
Il procedimento riprenderà in aula il 28 ottobre.
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