Competitività e solidarietà sociale: Legacoop delinea le priorità per l’Europa.
Legacoop si è recata a Bruxelles per un evento realizzato in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, focalizzato sulle prospettive del futuro Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione europea per il periodo 2028-2034. Insieme a una delegazione nazionale, hanno partecipato all’incontro anche rappresentanti cooperativi delle province di Modena e Ferrara, tra cui le responsabili di settore di Legacoop Estense: Ilaria Franchini per l’agroalimentare, Arianna Silvestri per la pesca e Chiara Pederzini per la produzione e servizi, insieme alle cooperative Cpl, Cmb, GranTerre e Cantine Riunite Civ&Civ.
Erano presenti oltre 30 membri del Parlamento europeo, più di 15 rappresentanti della Commissione europea, membri del governo italiano, delle Regioni, delle organizzazioni cooperative europee e dei principali network settoriali, tra cui il ministro per gli Affari europei e il Pnrr Tommaso Foti, e il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto. Al centro del dibattito, il negoziato sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, che avrà il compito di definire le priorità politiche e finanziarie dell’Europa per il prossimo decennio.
“L’Europa deve diventare più competitiva, ma non può farlo a scapito del proprio modello sociale”, ha affermato Simone Gamberini, Presidente di Legacoop Nazionale. “Le cooperative dimostrano quotidianamente che innovazione, produttività, sostenibilità e inclusione possono coesistere. Per questo motivo, chiediamo che il prossimo bilancio europeo continui a investire nelle persone, nei territori e nell’economia reale, accompagnando le grandi transizioni industriali senza escludere nessuno. Competitività e coesione sociale non sono in contrapposizione: sono entrambe condizioni necessarie per costruire un’Europa più forte, più resiliente e più vicina ai cittadini”.
La delegazione di Ferrara e Modena ha dichiarato di aver “portato le istanze del territorio con serietà, competenza e visione, dimostrando concretamente la forza del nostro modello e come la cooperazione possa operare in sinergia per essere incisiva e coesa, orientando le decisioni dell’Europa sul futuro delle nostre aree”.
“Siamo certi che il modello cooperativo possa svolgere un ruolo chiave nella transizione industriale ed economica europea, con particolare attenzione alle politiche energetiche”, sottolinea Chiara Pederzini del settore produzione e servizi, che mette in evidenza l’importanza degli strumenti del Public Procurement e del Project Financing. “È fondamentale introdurre meccanismi premiali per l’accesso, da parte delle imprese dell’economia sociale, al Fondo Europeo per la Competitività. Tra le nostre proposte, vi è anche il potenziamento di InvestEU e la revisione dei criteri di aggiudicazione negli appalti pubblici, superando il solo criterio del prezzo più basso”.
Per quanto riguarda il settore agroalimentare e della pesca, le richieste presentate a Bruxelles seguono un filo conduttore chiaro: è necessario garantire che le risorse non siano accorpate in un fondo unico indistinto, ma che vengano mantenute linee di finanziamento autonome.
“Per la pesca abbiamo richiesto con fermezza – afferma Arianna Silvestri, responsabile pesca – il ripristino di una dotazione minima pari almeno a quella attualmente prevista (6,1 miliardi di euro destinati al FEAMPA nel ciclo 2021-2027), l’introduzione di garanzie di finanziamento vincolanti e il mantenimento di una linea di bilancio specifica per la pesca e l’acquacoltura, a tutela di un settore strategico per la sicurezza alimentare europea e per l’economia delle aree costiere dell’Alto Adriatico e del Delta del Po”.
“È necessario difendere una Pac realmente europea – aggiunge Ilaria Franchini, responsabile agroalimentare – in grado di sostenere il modello cooperativo e garantire equità tra gli Stati membri. L’idea di un fondo unico rischia di generare distorsioni competitive e frammentazione del mercato interno, per questo abbiamo sostenuto la necessità di un forte ring-fencing delle risorse e ribadito il ruolo fondamentale delle Regioni, non solo nella programmazione ma anche nell’assegnazione diretta delle risorse”. Un altro aspetto cruciale è il rafforzamento degli strumenti di mercato, a partire dall’OCM, “che rimane il pilastro più efficace e che deve essere estesa anche al settore lattiero-caseario. Abbiamo prestato attenzione agli accordi commerciali (Mercosur, India) che devono garantire reciprocità, ma che rappresentano anche un’opportunità straordinaria per valorizzare le produzioni di qualità delle nostre filiere agroalimentari”.
Rimane fondamentale, per le filiere agroalimentari e della pesca, il potenziamento degli strumenti finanziari a supporto dell’innovazione tecnologica e della digitalizzazione delle filiere, dell’adattamento ai cambiamenti climatici e della gestione sostenibile delle risorse, nonché della competitività delle imprese europee rispetto ai prodotti provenienti da Paesi terzi, che operano secondo standard ambientali, sociali e produttivi differenti, e dell’ammodernamento delle flotte e degli impianti di acquacoltura.
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