Centri in Albania, parere favorevole dell’avvocato generale della Corte Ue: “È necessario proteggere i diritti dei migranti”. Meloni: proseguiamo in questa direzione.

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Centri in Albania, parere favorevole dell'avvocato generale della Corte Ue: “È necessario proteggere i diritti dei migranti”. Meloni: proseguiamo in questa direzione.0 Centri in Albania, parere favorevole dell'avvocato generale della Corte Ue: “È necessario proteggere i diritti dei migranti”. Meloni: proseguiamo in questa direzione. 2

Il centro di Gjader in Albania ()

L’intesa tra e Tirana che ha dato vita ai dibattuti centri in Albania sarebbe “in linea” con le normative Ue riguardanti il rimpatrio e l’asilo, ma è fondamentale garantire i diritti dei migranti. Questa è la posizione espressa dall’avvocato generale della Corte Ue nel suo parere non vincolante. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si mostra soddisfatta: “Due anni sprecati, ora si procede”. “Un colpo alla propaganda di sinistra”: le reazioni degli esponenti di Fratelli d’Italia, il partito della premier, spaziano da Bignami a Procaccini, Foti e Montaruli.

Il parere dell’avvocato generale Corte Ue

Il protocollo Italia-Albania “è in linea” con le normative Ue sul rimpatrio e l’asilo, a condizione che “i diritti dei migranti siano completamente tutelati”. Questa è la posizione dell’avvocato generale della Corte di giustizia Ue, Nicholas Emiliou, nel parere non vincolante che anticipa la futura decisione dei giudici di Lussemburgo. Il diritto Ue “non vieta” a uno Stato di istituire i cpr al di fuori del proprio territorio, evidenzia l’avvocato, sottolineando però che lo Stato deve rispettare “tutte le garanzie previste”, inclusi il diritto all’assistenza legale, all’interpretazione linguistica e ai contatti con familiari e autorità. È necessario prestare particolare attenzione ai minori e alle persone vulnerabili.

Meloni: “Persi due anni”

“Una notizia significativa, che conferma la validità della direzione che abbiamo intrapreso e quanto siano costati all’Italia due anni di attese a causa di interpretazioni giuridiche forzate e infondate. Noi, nel frattempo, proseguiamo. Perché per affrontare l’immigrazione illegale servono serietà, coraggio e soluzioni concrete”. Così afferma sui social la premier Giorgia Meloni, commentando la posizione dell’avvocato generale della Corte di giustizia Ue, nel parere non vincolante che anticipa la futura sentenza dei giudici di Lussemburgo, secondo cui il protocollo Italia-Albania per la gestione dei migranti “è in linea” con le normative Ue sul rimpatrio e l’asilo, a condizione che “i diritti dei migranti siano completamente tutelati”.

Il protocollo Italia Albania

Il protocollo, sottoscritto il 6 novembre 2023 e ratificato con la legge 21 febbraio 2024 n. 14, consente all’Italia di creare e gestire in Albania centri per il trattenimento e il rimpatrio dei migranti, mantenendo la giurisdizione italiana.

La sentenza a fine maggio

La sentenza sarà emessa tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. Il parere dell’avvocato generale rappresenta un punto a favore del governo, dopo quello dell’avvocato di Stato della Corte Ue del 10 aprile scorso, che invece attribuiva centralità ai giudici nella valutazione dei Paesi sicuri.

La Corte di giustizia Ue si era già pronunciata sul tema ad agosto dello scorso anno, su rinvio del Tribunale di Roma, che fino a quel momento non aveva riconosciuto la legittimità dei trattenimenti disposti per migranti soccorsi nel Mediterraneo e trasferiti nei centri in Albania, poiché provenienti da Paesi considerati “sicuri” dal governo italiano, in particolare Egitto e Bangladesh.

Il nuovo caso è giunto a Lussemburgo dopo il ricorso delle autorità italiane contro la decisione della Corte d’appello di Roma, che aveva negato la convalida di due decreti di trattenimento nei confronti di migranti trasferiti in Albania e successivamente richiedenti asilo.

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