Yaya deceduto durante l’attività lavorativa. Ieri si è svolta l’udienza preliminare del processo.
Udienza filtro si è svolta ieri (lunedì 20 luglio) per il processo riguardante la tragica morte di Yaya Yafa, un giovane di 22 anni originario della Guinea Bissau – residente a Ferrara – che nell’ottobre 2021 perse la vita mentre lavorava all’Interporto di Bologna. Davanti al giudice sono state presentate alcune obiezioni relative alla costituzione di parte civile delle varie associazioni che hanno richiesto di partecipare al procedimento.
Yafa, i cui familiari sono assistiti dagli avvocati ferraresi Riccardo Caniato e Tiziano Tagliani, morì al terzo giorno di lavoro, schiacciato da un camion rimorchio mentre si trovava all’interno del magazzino del corriere Sda. Il giovane, impiegato come facchino interinale in un magazzino del gigante della logistica Sda, situato nel polo di Santa Maria in Duno di Bentivoglio, stava caricando un camion rimorchio al magazzino 9, quando due camionisti avevano agganciato il trattore al rimorchio, provocandone il movimento.
Il 22enne si era quindi sporto dal veicolo con la testa per osservare cosa stesse accadendo, rimanendo così schiacciato tra il rimorchio e il montante della baia di carico. In quei momenti drammatici, la vittima aveva subito lo sfondamento del torace, morendo sul colpo.
A processo sono presenti Antonino Tita, responsabile delle operazioni nel blocco 13.4 di Sda e delegato per la sicurezza sul lavoro, Carlo Ludovici e Cristian Mancini, datore di lavoro e preposto di Dedalog, cooperativa di facchinaggio e logistica, Andrea Monticelli, amministratore delegato di Senner Italia, e Mirko Melella, legale rappresentante della Transporter Logistic.
Il gup aveva in precedenza prosciolto Gregor Nothacker, dirigente di Sennder Italia, azienda che affidava a terzi vettori i servizi di trasporto. Nel frattempo, i due autisti della Transporter Logistic coinvolti nella tragica situazione, Danilo Giarracca e Cosimo Palombella, avevano patteggiato un anno, con pena sospesa; uno di loro era alla guida del tir che schiacciò in modo fatale la vittima.
A tutti viene contestato il reato di cooperazione colposa in omicidio colposo. Secondo gli inquirenti, la società Dedalog – anch’essa parte in causa – non avrebbe garantito la formazione adeguata del proprio dipendente, mentre per gli altri imputati ci sono anche contestazioni di vario tipo riguardo l’omissione di misure di sicurezza sul lavoro.
Il procedimento riprenderà in aula il 2 novembre per l’inizio dell’istruttoria, quando il giudice si pronuncerà sulle eccezioni sollevate ieri.
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