All’Università di Ferrara si svolgerà un convegno dedicato al sito etrusco di Spina e all’Alto Adriatico in epoca preromana.
Fino al 16 aprile, presso l’Auditorium del Rettorato (Complesso di Santa Lucia, via Ariosto, 35), si svolge il convegno “L’Alto Adriatico Italico nel quarto sec. a.C.”, organizzato dall’università di Ferrara in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.
Questo incontro scientifico riunisce alcuni dei più prestigiosi esperti italiani ed europei nelle aree dell’archeologia, della geoarcheologia, delle scienze ambientali e delle bioarcheologie.
L’iniziativa costituisce un momento di sintesi e confronto tra diverse discipline per il territorio, ponendo in evidenza il sito etrusco di Spina e, in modo più ampio, le dinamiche storiche, ambientali e culturali dell’Alto Adriatico in epoca preromana.
Attraverso un programma suddiviso in varie sessioni tematiche, il convegno esplora argomenti che vanno dalla ricostruzione storica e archeologica all’analisi dei paesaggi antichi.
Particolare importanza riveste il contributo degli studi geoarcheologici e ambientali, oggi essenziali per comprendere l’evoluzione del territorio nel lungo periodo. L’analisi stratigrafica, le indagini sui sedimenti, i dati paleobotanici e paleofaunistici, insieme alle tecnologie di osservazione satellitare e modellazione del rischio, permettono infatti di ricostruire le trasformazioni del paesaggio, le interazioni tra uomo e ambiente e i processi che hanno portato alla formazione e alla conservazione dei siti archeologici.
In questo contesto, alla luce dei più recenti scavi condotti dall’Università di Ferrara e dall’Università di Bologna, Spina si presenta come un laboratorio privilegiato: un sistema complesso in cui fattori naturali e antropici si intrecciano, fornendo una chiave di lettura per interpretare fenomeni più ampi, come le dinamiche costiere, i cambiamenti climatici e le reti commerciali del Mediterraneo antico.
Il convegno sottolinea inoltre come la conoscenza del passato, supportata da approcci scientifici integrati, rappresenti oggi uno strumento fondamentale per la tutela e la gestione sostenibile del patrimonio culturale e ambientale. Le ricerche presentate dimostrano come la geoarcheologia non sia solo una disciplina di analisi retrospettiva, ma anche una base operativa per strategie di conservazione, pianificazione territoriale e mitigazione dei rischi legati ai cambiamenti globali.
La presenza congiunta di università, enti di ricerca, soprintendenze e istituzioni locali evidenzia il valore strategico dell’iniziativa, che si configura come un punto di riferimento per il dialogo tra ricerca scientifica e governance del patrimonio.
Con questo evento, l’università di Ferrara riafferma il proprio ruolo di eccellenza nella ricerca interdisciplinare e il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio storico e ambientale, promuovendo una visione integrata capace di connettere passato, presente e futuro del territorio.
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