Da Balzac a Simenon, il giallista Filippo Venturi racconta a Grisù l’Italia nascosta

Da Balzac a Simenon, il giallista Filippo Venturi racconta a Grisù l’Italia nascosta 1

È la trattoria di paese, l’osteria di città, quello spazio sospeso in cui il cibo diventa un pretesto e la tavola un confessionale. Da Balzac a Simenon, la letteratura ha sempre saputo che dietro un bancone si vede il mondo meglio che da qualunque finestra; ed è proprio da questo osservatorio privilegiato – un bancone bolognese, per la precisione – che il giallista Filippo Venturi torna a raccontarci l’ nascosta nelle pieghe della sua storia più buia.

Giovedì 10 settembre, alle 18:30, il Consorzio Factory Grisù (sala ex-Megaditta) ospita la presentazione de I conti senza l’oste. Un caso per Emilio Zucchini (Mondadori), il nuovo capitolo delle indagini dell’oste-detective più amato di Bologna. Dopo il successo di Il tortellino muore nel brodo, Gli spaghetti alla bolognese non esistono, È l’umido che ammazza e Il delitto della finestrella, questa volta Emilio Zucchini si trova di fronte a un delitto che scava più a fondo del solito.

Con l’autore dialogherà Paolo Panzacchi. L’incontro fa parte della rassegna “Libri nel Parco” ed è organizzato da Arci e Librerie.coop in collaborazione con Coop Alleanza 3.0 e l’associazione 451, a conferma di come i romanzi di Venturi siano in grado di portare l’intrattenimento dentro una comunità, oltre a intrecciare leggerezza e sostanza. Perché quella di Zucchini non è soltanto una serie gialla, è un ventaglio che si apre a scatto, liberando sapori e ricordi con ironia; la stessa umanità che si respira tra i tavoli di un’osteria sotto i portici, grazie allo sguardo discreto, mai nostalgico e sempre romantico del suo autore, che resta sospeso tra presente e passato.

I commenti sono chiusi.