Negozi che chiudono, Calvano: “Difendere il commercio di prossimità”

Negozi che chiudono, Calvano: “Difendere il commercio di prossimità” 1

. “Difendere il commercio di prossimità significa difendere la qualità della vita delle nostre città, dei quartieri e dei piccoli centri. Per questo la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti va nella direzione giusta e merita sostegno”. Così Paolo Calvano, capogruppo del Partito Democratico nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, interviene sulla proposta “Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità”, per la quale è in corso la raccolta delle 50mila firme necessarie alla presentazione in Parlamento.

Mercoledì 9 settembre, a Comacchio, Calvano ha apposto una delle prime firme raccolte sul territorio. La proposta punta a contrastare la progressiva desertificazione commerciale nelle diverse comunità locale. Tra gli strumenti previsti c’è l’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità (ZESpro), nelle quali concentrare agevolazioni fiscali, semplificazioni amministrative, strumenti finanziari e interventi per la formazione e l’innovazione a sostegno delle imprese locali.

“La desertificazione commerciale è un fenomeno che, attraversando i nostri quartieri e i centri della provincia, si può ormai toccare con mano. In città la situazione è obiettivamente preoccupante, i numeri diffusi da Confesercenti lo confermano con la perdita del 20% delle attività commerciali. Quando chiude un negozio – prosegue Calvano – perdiamo un servizio per i cittadini, un presidio sul territorio, un luogo di relazione e un elemento fondamentale per mantenere attrattivo e vitale un centro storico, un quartiere o una frazione. Senza dimenticare il contributo che la presenza delle attività commerciali dà anche alla e alla vivibilità degli spazi urbani”.

“È significativo che la Regione abbia scelto di sostenere e sottoscrivere questa proposta. Stiamo già investendo sulla rigenerazione del commercio, anche attraverso gli Hub urbani e di prossimità su cui molti comuni del hanno deciso di investire. Ora è positivo che da Confesercenti arrivi una proposta concreta capace di portare questa discussione anche sul piano . Servono strumenti che tengano conto delle differenze tra i territori e che aiutino chi sceglie di continuare a investire nei centri storici, nei quartieri, nelle frazioni e nei piccoli comuni”.

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