Da Monet a Van Gogh a Kandinskij: a Ferrara il viaggio nella modernità

Da Monet a Van Gogh a Kandinskij: a Ferrara il viaggio nella modernità 1

di Salvatore Iaconis

Proporre un filo conduttore sul tema della modernità, a cavallo tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del XX secolo. È questo l’obiettivo della nuova mostra che ospiterà Palazzo dei Diamanti: “Da Monet a Van Gogh a Kandinskij”. L’esposizione, curata da Vassilij Gusella e dall’architetto Lucia Angelini, visitabile fino al 10 gennaio 2027, nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Ferrara Arte, il Comune, il Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e l’Ambasciata dei Paesi Bassi in , con il patrocinio dell’Emilia-Romagna.

Oltre a Gusella e Angelini, hanno preso parte alla conferenza stampa Marco Gulinelli, assessore alla Cultura, Pietro Di , direttore di Ferrara Arte, Vittorio , presidente di Ferrara Arte, Michael Stibbe, ambasciatore olandese, e Sandra Kisters, direttrice del Boijmans Van Beuningen.

Gulinelli ha ringraziato gli attori coinvolti e illustrato alla stampa il tema della mostra. “Da Monet a Van Gogh a Kandinskij” vuole raccontare la “grande svolta” dell’arte europea dell’Ottocento, quando i pittori abbandonarono gli atelier per dipingere en plein air, ovvero all’aperto. Questo episodio, pur sembrando banale, rappresenta una rottura epocale nata nel bosco francese di Fontainebleau, da cui si ispirarono sia il movimento italiano dei Macchiaioli che quello francese dell’Impressionismo. I loro ideali furono portati avanti da Sisley, Gauguin e Van Gogh.

In seguito, il paesaggio naturale lasciò il posto alla società urbana, con caffè, cabaret e strade, attraverso le avanguardie primonovecentesche, per concludersi con la rappresentazione dello spazio come qualcosa di astratto, con Kandinskij e Mondrian.

Sgarbi sottolinea che la mostra permetterà al pubblico di conoscere anche gli artisti italiani che provarono a rompere con la tradizione per inserirsi nelle avanguardie europee, dimostrando come in Italia ci fosse spazio per la sperimentazione di nuovi linguaggi pittorici.

Questo tema è ripreso dal curatore Gusella, il quale evidenzia come la corrente dei Macchiaioli, il pittore ferrarese Boldini, il centese Bonzagni e il gruppo futurista avessero sviluppato un proprio stile distaccandosi dalla tradizione accademica. Secondo Gusella, grazie alla collaborazione tra enti pubblici e privati, è stato possibile offrire ai visitatori un’esperienza completa dell’arrivo della modernità nell’arte europea.

La mostra “Da Monet a Van Gogh a Kandinskij” ospita nelle sale di Palazzo dei Diamanti numerosi e importanti artisti europei. Dalla Francia arrivano Millet, Courbet, Monet, Gauguin, Boudin, Signac e Degas; dall’Italia Costa, Palizzi, Signorini, Fattori, Boldini, Segantini, Boccioni e Bonzagni; seguono gli olandesi Van Gogh, Weissenbruch, Gabriel e Piet Mondrian, con l’aggiunta dello spagnolo Picasso e del franco-russo Kandinskij.

Il percorso espositivo si articola in diverse sezioni dedicate alla rappresentazione dello spazio naturale, di quello urbano e di quello astratto. Per arricchire l’esperienza, seguendo il consiglio dello scrittore Proust, alcune sale presentano videoproiezioni, musiche e profumi, affinché anche olfatto e udito partecipino a un vero e proprio viaggio nel tempo alla scoperta dell’arrivo della modernità nella pittura europea e italiana.

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