Imprese ferraresi: +23 tra luglio e settembre, traino delle società di capitali

Imprese ferraresi: +23 tra luglio e settembre, traino delle società di capitali 1
Imprese ferraresi: +23 tra luglio e settembre, traino delle società di capitali 2

Paolo Govoni

Nel periodo compreso tra luglio e settembre 2026, il tessuto imprenditoriale della provincia di Ferrara ha registrato un saldo positivo pari a +23 imprese, corrispondenti a un incremento del 0,07%. Questo dato segna un rallentamento rispetto alle +61 unità registrate nel 2025, che avevano rappresentato una crescita del 0,19%. La dinamica è guidata principalmente dalle nuove iscrizioni (321), mentre le cessazioni (298, escludendo le cancellazioni d'ufficio) si mantengono pressoché invariate. Alla fine di settembre, il totale delle imprese attive risulta pari a 30.219. A contribuire alla crescita sono prevalentemente le società di capitali, che aumentano di 41 unità (+0,58%), rappresentando il 30% del totale delle iscrizioni. Le imprese individuali, invece, crescono di 6 unità, con un tasso di crescita dello 0,03%, a confronto con lo 0,19% registrato nel terzo trimestre del 2025. Al contrario, le società di persone registrano una perdita di 24 imprese, con un tasso di contrazione del -0,45%. Questi dati emergono dall'Osservatorio dell'economia della Camera di Commercio di Ferrara-Ravenna, basato sull'analisi trimestrale Movimprese di Unioncamere e InfoCamere.

"Oggi più che mai abbiamo bisogno di far tornare l’impresa una prospettiva desiderabile per i giovani. In Italia sono ancora troppe le difficoltà che scoraggiano chi vuole investire in un’idea e costruire il proprio futuro attraverso un’attività imprenditoriale – ha affermato Paolo Govoni, vice presidente della Camera di commercio di Ferrara Ravenna. Per questo dobbiamo creare le condizioni affinché fare impresa diventi una scelta concretamente accessibile. Abbiamo bisogno di una nuova generazione di imprenditori, capace di portare innovazione, ma anche di attrarre nelle nostre aziende giovani preparati ad affrontare le grandi trasformazioni in corso. In questo percorso, investire sulle competenze è fondamentale, a partire da quelle legate all’Intelligenza Artificiale e alle tecnologie emergenti. Significa dare ai giovani gli strumenti per trasformare le proprie idee in nuove imprese e, allo stesso tempo, prepararli a un mercato del lavoro in continua evoluzione, che richiederà professionalità sempre più qualificate. È così che possiamo rafforzare la capacità di innovazione del nostro sistema produttivo e creare nuove opportunità per le generazioni future".

Nel complesso, quattordici dei diciannove principali settori economici registrano una crescita. In termini assoluti, il contributo maggiore proviene dalle Attività amministrative e di supporto (+21), dalle Costruzioni (+17), dalle Altre attività di servizio (+12) e dalle Attività professionali, scientifiche e tecniche (+10); complessivamente, questi quattro settori generano un aumento di 60 imprese, superando ampiamente i tre quarti del saldo complessivo dello stock. Il tasso di crescita più elevato si osserva tuttavia in settori di dimensioni numeriche più ridotte: la Fornitura di energia e gas (+6,8%, pari a +4 imprese) e la Fornitura di acqua e reti fognarie (+3,1%, +2 imprese) guidano la classifica dei settori più dinamici. Seguono, tra gli altri, i settori Editoriali (+1,4%), Artistici e di intrattenimento (0,8%), Sanità (+0,4%), Consulenza informatica (+0,2%) e Alloggio e ristorazione (+0,2%), che crescono a un ritmo superiore alla media complessiva (0,07%). In aumento risultano anche le Attività immobiliari (+3 imprese), l'Industria manifatturiera (+1 unità) e il Credito (+1), sebbene con ritmi più moderati. Stabili le Attività estrattive. Gli unici segnali negativi nel trimestre estivo riguardano il Commercio (-19 attività), l'Agricoltura (-7), i Trasporti (-5) e l'Istruzione (-3).

Nel settore artigianale, il saldo del trimestre è positivo per 7 imprese, con un tasso di crescita trimestrale del 0,09%, a confronto con il +0,07% registrato nel terzo trimestre del 2025. La dinamica è sostenuta soprattutto dalle ditte individuali, che aumentano di 15 unità con un tasso del +0,25%, in miglioramento rispetto al +0,19% di un anno fa; in lieve aumento sono anche le società di capitali (+3), mentre le società di persone diminuiscono di 11 unità. Alla fine di settembre, le imprese artigiane registrate in provincia di Ferrara sono 7.668. Per quanto riguarda la tipologia, le imprese giovanili, le cui iscrizioni rappresentano quasi un terzo di tutte le nuove aperture (32,4%) mentre le cancellazioni costituiscono solo il 15,1% delle chiusure complessive, aumentano di diverse unità, passando dalle 2.243 unità rilevate al 30 giugno 2026 alle attuali 2.276 (33 in più).

Il saldo della movimentazione è pari a +59 e il tasso di crescita è del +2,6% (da +4,3% nel terzo trimestre del 2025). Inoltre, il tasso di crescita delle imprese under 35 (+2,6%) è risultato nettamente superiore alla media della struttura imprenditoriale locale (+0,07%). Anche per le imprese straniere la differenza tra aperture e chiusure rimane positiva (+33 unità), sebbene inferiore ai dati dell'anno precedente, quando il saldo era stato di +54 e il tasso di crescita era arrivato al +0,9% (+1,4% nel terzo trimestre del 2025). L'andamento della movimentazione per l'imprenditoria femminile, con un saldo pari a +17 unità, è positivo e l'indice relativo alle imprese femminili sale al +0,23%. La quota di imprese femminili in provincia di Ferrara rimane elevata, con 7.153 imprese, pari al 23,7% del totale, un'incidenza ancora superiore a quella rilevata in Emilia-Romagna (21,1%) e alla media nazionale italiana (22,3%).

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