Crisi molluschicoltura, Regione conferma 1,5 milioni per emergenze

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. La moria delle cozze, le difficoltà nella crescita delle vongole e il peggioramento delle condizioni ambientali continuano a minacciare il settore della molluschicoltura nell'Alto Adriatico, mettendo a rischio un comparto fondamentale per l'economia del Delta del Po, in particolare nella Sacca di Goro. La Regione Emilia-Romagna intende intervenire con misure economiche per l'emergenza e con un piano a lungo termine per la tutela delle lagune.

Lo rivela la risposta dell'assessore regionale all'Agricoltura e Pesca, Alessio Mammi, all'interrogazione di Paolo Calvano, capogruppo del Partito Democratico in Assemblea legislativa, volta a conoscere le misure di sostegno al settore e la posizione regionale sulle proposte per il bilancio europeo 2028-2034.

«La situazione che stanno affrontando le imprese della pesca e dell’acquacoltura, in particolare nella Sacca di Goro e nel Delta del Po, è estremamente preoccupante – dichiara Calvano –. Il granchio blu, le mucillagini, la carenza di ossigeno e le temperature record delle acque stanno mettendo in ginocchio un settore fondamentale per l’economia e l’identità del nostro territorio. Parliamo di oltre 2.500 famiglie colpite da una crisi che non può essere affrontata con interventi occasionali. Per questo considero importante la disponibilità della Regione a promuovere un tavolo interistituzionale permanente, capace di individuare soluzioni strutturali e garantire prospettive concrete alle imprese».

Nella risposta, l'assessore Mammi ha confermato lo stanziamento di 1,5 milioni di euro nel bilancio regionale 2026 per le emergenze e calamità in pesca e acquacoltura, oltre all'avvio di una ricognizione straordinaria dei danni. È stata valutata positivamente la possibilità di calcolare gli indennizzi sulla base della produzione commercializzata nel 2023, evitando il riferimento al biennio 2024-2025, già gravato dalla crisi.

La Regione ha confermato la disponibilità a promuovere un tavolo permanente con il Governo e le altre Regioni dell'Alto Adriatico per definire un piano di salvaguardia delle lagune. Gli interventi ipotizzati includono opere di vivificazione idraulica, barriere subacquee, aree protette per la crescita dei molluschi e sistemi avanzati di monitoraggio. Sul tavolo anche la richiesta di ammortizzatori sociali straordinari e moratorie fiscali per le imprese più colpite.

«Gli interventi economici sono indispensabili per affrontare l’emergenza, ma dobbiamo lavorare contemporaneamente sulle cause strutturali della crisi – prosegue Calvano –. Servono investimenti per migliorare le condizioni ambientali delle lagune e strumenti di sostegno al reddito per chi ha visto azzerarsi la propria capacità produttiva. La Regione sta facendo la propria parte, ma è necessario che anche il Governo intervenga con risorse adeguate e misure straordinarie».

A preoccupare non è solo la situazione attuale, ma anche le future politiche europee sulla pesca. La proposta della Commissione europea per il bilancio 2028-2034 prevede l'assorbimento del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (Feampa) in uno strumento finanziario multisettoriale, con il rischio di una riduzione delle risorse fino al 63%. La Regione Emilia-Romagna ha già espresso contrarietà, anche attraverso il confronto con gli organismi di rappresentanza regionali a livello nazionale ed europeo.

«Sarebbe profondamente contraddittorio chiedere alle imprese della pesca di affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici e di investire nella sostenibilità, riducendo contemporaneamente le risorse a loro disposizione – conclude Calvano –. Occorre difendere un fondo europeo dedicato al settore e ottenere regole che tengano conto delle specificità dell’Alto Adriatico. La pesca e la molluschicoltura rappresentano un patrimonio economico, sociale e produttivo che non possiamo permetterci di perdere. La Regione ha indicato una direzione precisa: ora è fondamentale che a questo impegno corrispondano risposte concrete anche a livello nazionale ed europeo».

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