Carburanti, allarme agenti di commercio: costi insostenibili

Gli agenti e i rappresentanti di commercio in Emilia-Romagna, e in particolare nella provincia di Ferrara, stanno subendo le conseguenze del continuo aumento dei prezzi dei carburanti. La mobilità quotidiana, essenziale per il lavoro di questa categoria, è diventata un onere economico troppo pesante che intacca i profitti delle aziende. I listini alla pompa hanno ormai superato i livelli massimi registrati nel 2023. Questo problema è ancora più evidente nel territorio ferrarese, che si estende su un'area vasta e articolata: per raggiungere i clienti dall'Alto Ferrarese fino al Delta e al litorale, è necessario percorrere ogni giorno grandi distanze.
«A gravare in modo determinante sui prezzi finali resta l’impatto della fiscalità: tra accise e Iva, quasi la metà di quanto si paga al litro è costituita da tasse. Un meccanismo perverso che genera un vero e proprio effetto di "doppia tassazione", poiché l’Iva viene applicata sul valore totale del carburante, comprensivo delle accise stesse», afferma Leonardo Fabbri, presidente provinciale Fiarc Confesercenti Ferrara, presidente regionale Fiarc Confesercenti Emilia-Romagna e vicepresidente nazionale Fiarc.
«A differenza di altri comparti economici che utilizzano il carburante per lavoro, come l’agricoltura, la pesca e l’autotrasporto, per i quali sono state previste specifiche agevolazioni fiscali, crediti d’imposta e regimi di carburante agevolato, la categoria degli agenti di commercio continua a essere ingiustamente esclusa da qualsiasi forma di compensazione o tutela».
«Non possiamo accettare che chi usa l’automobile per produrre reddito e mandare avanti l’economia del Paese sia trattato come un utente privato qualsiasi», prosegue Fabbri. «Per un agente di commercio l’auto non è un bene di consumo o un lusso, ma la propria sede di lavoro mobile. I recenti interventi di calmierazione dei prezzi o i tagli temporanei sono segnali positivi, ma risultano del tutto insufficienti per la categoria. Occorrono misure urgenti che garantiscano anche agli agenti e rappresentanti di commercio le stesse tutele di cui godono gli altri settori produttivi, unitamente a un aggiornamento dei tetti di deducibilità dei costi e di detraibilità dell’Iva sugli autoveicoli, ormai fermi a parametri anacronistici».
«Come Fiarc Confesercenti – conclude Fabbri – porteremo queste richieste in tutte le sedi, a partire dal confronto con i parlamentari del territorio, perché la voce di una categoria che ogni giorno tiene in movimento il commercio e la produzione non resti ancora una volta inascoltata».
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