Ps Cona, organico al minimo: solo 14 medici su 36 previsti

Ps Cona, organico al minimo: solo 14 medici su 36 previsti 1

La struttura del Pronto Soccorso presso l’ospedale Sant’Anna di Cona sta attraversando una fase di forte criticità. La Fp Cgil Ferrara ha evidenziato come il personale sia stato drasticamente ridotto, rendendo sempre più faticoso gestire i carichi di lavoro attuali. Dopo aver ascoltato i medici del reparto, l’organizzazione sindacale descrive una situazione che sta per raggiungere il punto di rottura.

Il sindacato sottolinea che, nonostante la dotazione organica teorica preveda 36 medici, l’attività quotidiana del reparto si basa effettivamente su sole 14 figure. Questo organico comprende sia dipendenti a tempo indeterminato sia specializzandi assunti con la formula del cosiddetto "Decreto Calabria". Secondo l’organizzazione sindacale, questa carenza cronica di personale si traduce in turni più gravosi e in difficoltà organizzative che mettono a rischio la qualità e la sicurezza delle cure offerte ai pazienti. Per evitare il collasso del servizio, la FP Cgil chiede interventi strutturali immediati.

Non si tratta, a detta del sindacato, di una semplice mancanza di volontà da parte dell’azienda sanitaria nell’assumere nuovo personale, come dimostrerebbero i bandi pubblicati ogni sei mesi. Il problema risiede piuttosto in criticità strutturali, normative e organizzative che stanno rendendo sempre meno appetibile il lavoro nel settore pubblico.

La FP Cgil indica come causa principale lo squilibrio fiscale ed economico tra dipendenza e libera professione. I medici assunti pagano l’Irpef ordinaria, con aliquote marginali che possono arrivare al 43%, mentre i professionisti con partita IVA possono accedere, se soddisfano certi requisiti, a un regime forfettario al 15%. Questa disparità, secondo il sindacato, spinge molti professionisti a lasciare il servizio pubblico.

I medici strutturati ne subiscono direttamente le conseguenze, poiché devono garantire la continuità assistenziale adattandosi alla disponibilità dei colleghi liberi professionisti. Questi ultimi, infatti, decidono autonomamente quando lavorare, lasciando al personale dipendente il compito di coprire le esigenze rimanenti.

Secondo la denuncia della FP Cgil, questa dinamica può portare alcuni professionisti a effettuare fino a 28 turni al mese, ricorrendo a prestazioni aggiuntive senza godersi periodi di riposo adeguati. Un carico di lavoro eccessivo che rischia di compromettere non solo il benessere degli operatori, ma anche la qualità e la sicurezza dell’assistenza ai pazienti.

Un altro fattore che rende meno attraente il reparto è la differenza organizzativa rispetto ai colleghi dell’Ausl. Il sindacato nota che i medici del Pronto Soccorso di Cona non operano sui mezzi dell’emergenza territoriale del 118, una limitazione che riduce le opportunità di crescita professionale e l’acquisizione di competenze sul campo.

Questa criticità si inserisce in un quadro più ampio di mancata integrazione tra i servizi, nonostante il percorso di unificazione delle aziende sanitarie ferraresi. Secondo la FP Cgil, persistono difficoltà nell’introduzione di modelli organizzativi e di coordinamento condivisi tra il Pronto Soccorso dell’ospedale di Cona e la rete territoriale dell’Ausl.

La carenza di personale è solo una parte del problema. A gravare sull’attività del Pronto Soccorso è anche la gestione dei flussi dei pazienti all’interno dell’ospedale, specialmente nei fine settimana. Il sindacato denuncia una quasi totale assenza di dimissioni dai reparti di degenza durante il sabato e la domenica, che contribuisce ad accumulare pazienti in attesa di ricovero. Il risultato è un sovraccarico dei letti di osservazione breve e delle sale d’attesa del Pronto Soccorso, che deve gestire persone che potrebbero essere trasferite nei reparti se venisse garantita una maggiore continuità nelle dimissioni ospedaliere.

Di fronte a questo scenario, la FP Cgil Ferrara chiede l’attivazione di un piano straordinario di emergenza che intervenga contemporaneamente sull’organizzazione interna e sulle condizioni di lavoro. Tra le soluzioni proposte figura il coinvolgimento strutturale dei medici degli altri reparti dell’ospedale Sant’Anna nella copertura dei turni di guardia e nelle attività di supporto al Pronto Soccorso, così da alleggerire la pressione sui professionisti dell’emergenza.

Parallelamente, il sindacato sollecita una revisione dei protocolli di dimissione, affinché le uscite dai reparti avvengano in modo equilibrato e sicuro durante tutti e sette i giorni della settimana, superando il rallentamento del fine settimana.

L’organizzazione sindacale chiede inoltre interventi di carattere normativo e regionale per restituire competitività al lavoro dipendente nella sanità pubblica, contrastando il ricorso sempre più frequente alla libera professione e garantendo maggiore stabilità agli organici. L’obiettivo è interrompere quella spirale nella quale la carenza di personale produce un aumento dei carichi di lavoro, rendendo a sua volta sempre meno sostenibile e attrattiva la permanenza nel servizio pubblico.

"La sanità pubblica regge finché reggono le persone che ci lavorano", avverte la Fp Cgil Ferrara, rivolgendo un appello alla politica, alle aziende sanitarie e alle istituzioni. "Oggi i lavoratori e le lavoratrici sono allo stremo: la politica, le aziende sanitarie e le istituzioni tutte hanno il dovere morale e amministrativo di intervenire prima che il sistema collassi definitivamente". Una denuncia che pone al centro non soltanto le condizioni di lavoro dei professionisti, ma anche la capacità del principale ospedale della provincia di garantire nel tempo un’assistenza adeguata ai cittadini.

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