Coldiretti Ferrara si schiera contro i “trafficanti di cereali e oli”
Mercoledì 10 giugno, migliaia di agricoltori della Coldiretti hanno manifestato in piazza in tutto il Paese per opporsi alle manovre di “veri e propri trafficanti che fanno crollare i prezzi di olio extravergine d’oliva e grano”, due elementi rappresentativi del nostro settore agroalimentare e della Dieta Mediterranea, prodotti 100% italiani che devono essere presenti in tutte le mense pubbliche, comprese quelle scolastiche e ospedaliere.
“Speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza – afferma il direttore di Coldiretti Ferrara, Alessandro Visotti – mettono in pericolo la salute dei cittadini e la stabilità delle aziende agricole nazionali, già in gravi difficoltà a causa dell’aumento dei costi legato al conflitto in Iran. Abbiamo partecipato con i nostri soci, ai quali esprimiamo gratitudine, al blitz di Bologna, di fronte alla Prefettura della città capoluogo di Regione, insieme a centinaia di altri agricoltori provenienti da tutte le province dell’Emilia-Romagna”.
Il fulcro della mobilitazione è il crollo dei prezzi riconosciuti agli agricoltori per il grano duro e per l’olio extravergine d’oliva, mentre i prezzi dei prodotti trasformati sugli scaffali continuano a rimanere elevati. Una situazione che minaccia di compromettere la sostenibilità economica delle aziende agricole e la stabilità delle produzioni nazionali.
“Abbiamo richiesto un’azione immediata contro i vergognosi tentativi in corso da parte dei trafficanti: da chi cerca di “strozzare” le aziende pagando al Sud il grano sotto trebbiatura 19 centesimi al chilo, mentre la pasta costa almeno 2 euro al chilo e il pane 3 euro, o chi sfrutta i produttori italiani pagando al di sotto dei costi di produzione. È necessario un grande patto di trasparenza lungo tutta la filiera. Gli agricoltori devono essere messi in condizione di competere ad armi pari e i consumatori devono poter conoscere con certezza l’origine di ciò che acquistano. Solo in questo modo possiamo tutelare il valore delle produzioni italiane e contrastare chi trae profitto da importazioni poco chiare e pratiche commerciali scorrette, utilizzando anche le nuove tecnologie per identificare senza ambiguità la reale origine dei prodotti, come la mappatura isotopica e la risonanza magnetica, a supporto di controlli più frequenti e costanti”.
Particolarmente critica è la situazione del grano duro. In Emilia-Romagna, oltre 70 mila ettari sono coltivati a grano duro, di cui oltre 20.000 nel ferrarese, una produzione strategica per l’economia agricola regionale e per l’intera filiera della pasta italiana. Proprio mentre è in corso la raccolta, il mercato sta subendo forti pressioni speculative che rischiano di comprimere ulteriormente i prezzi riconosciuti ai produttori.
“Una situazione che consideriamo inaccettabile – prosegue Visotti – con offerte di prezzi al di sotto dei costi di produzione e quindi soggetta a sanzioni in base alle normative sulle pratiche commerciali scorrette, con i trafficanti di grano che cercano di acquistare fatture da aziende compiacenti per far diventare italiano grano estero e diffondono panico all’apertura della campagna di raccolta per abbassare ulteriormente i prezzi e sottrarre risorse ai cerealicoltori. Nel frattempo, continuano ad arrivare navi cariche di grano al glifosate, una sostanza chimica che provoca cancro, in particolare nei bambini.”
Coldiretti chiede quindi di fermare le frodi con controlli capillari in tutta la filiera per verificare il rispetto delle leggi sull’origine, anche avvalendosi della nuova Legge Caselli contro l’agropirateria.
“I trafficanti speculatori – continua il direttore di Coldiretti Ferrara – devono essere fermati applicando la legge contro le pratiche sleali, a partire dal divieto di vendita sotto il costo di produzione. È necessario poi – prosegue Coldiretti – fermare definitivamente il grano al glifosate, applicando il principio di reciprocità. Non è più tollerabile continuare a importare grano essiccato con il diserbante quando in Europa ciò non è consentito. Dalla Cun Grano devono essere esclusi i commissari in conflitto di interessi. Non è accettabile che Confcooperative richieda ribassi superiori a quelli proposti dagli industriali. Infine, chiediamo un intervento immediato da parte del Governo per mettere a disposizione dei produttori, all’interno di contratti di filiera, 40 milioni per ridurre i costi di produzione aumentati negli ultimi mesi a livelli record.”
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