Il M5S richiede delucidazioni riguardo ai costi e alle garanzie del complesso Casa dell’Ortolano.
Il Movimento 5 Stelle solleva in Consiglio comunale la questione riguardante la Casa dell’Ortolano, il complesso demaniale situato lungo il vallo delle storiche Mura cittadine in via Bologna, affidato nell’ottobre 2025 al raggruppamento temporaneo d’impresa composto da GE Srl e Cristoforo Srl. Con un’interrogazione a risposta scritta, la presidente del gruppo consiliare M5S, Marzia Marchi, richiede all’amministrazione comunale chiarimenti sulla sostenibilità economica dell’operazione e sulle garanzie di protezione del bene storico.
Nell’atto ispettivo si evidenzia che l’immobile, di proprietà comunale, ha subito un intervento di riqualificazione del valore complessivo di circa 3 milioni di euro ed è soggetto alle normative del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Il canone annuale di concessione è stato stabilito in 50.400 euro oltre IVA.
Tra i punti sottolineati dal M5S vi è il fatto che il Comune ha consegnato al concessionario “una struttura non solo ristrutturata, ma fornita di un considerevole inventario di arredi ed elettrodomestici di valore, interamente acquistati con fondi pubblici”. Per questo motivo, Marchi chiede quale sia stata la spesa sostenuta dall’ente per l’acquisto e l’installazione di arredi, corredi ed elettrodomestici e in quanti anni si prevede di recuperare l’investimento tramite il canone di concessione.
L’interrogazione si focalizza anche sugli aspetti legati alla salvaguardia culturale del complesso. Nel documento si evidenzia infatti che “la verifica definitiva dell’interesse culturale da parte del Ministero della Cultura è ancora in fase di istruttoria”, un procedimento avviato nel 2021 e non ancora concluso. L’attuale utilizzo dell’immobile si baserebbe su un’autorizzazione temporanea rilasciata dalla Soprintendenza di Bologna.
Da qui la richiesta di conoscere nel dettaglio le eventuali prescrizioni contenute nel provvedimento autorizzativo, in particolare riguardo alla compatibilità tra l’attività di ristorazione all’aperto e la valorizzazione di un’area di particolare valore storico e monumentale. Il riferimento è alla presenza di una distesa estiva del ristorante e agli interventi previsti nell’ampia area cortiliva, dove convivono funzioni commerciali e attività didattico-ludiche come orti e pollaio.
Infine, la consigliera pentastellata chiede quali garanzie siano state predisposte dal Comune nel caso in cui la procedura ministeriale dovesse concludersi con prescrizioni più restrittive rispetto all’attuale destinazione turistico-commerciale. In particolare, il M5S desidera sapere “quali tutele o clausole di salvaguardia siano state previste a favore del Comune” qualora emergessero vincoli incompatibili con l’attuale concessione.
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